HomePrimo PianoRigori, il tabù del Milan: solo il 58% realizzati nelle ultime stagioni

Rigori, il tabù del Milan: solo il 58% realizzati nelle ultime stagioni

Quante volte abbiamo sentito lo stadio esultare perché alla squadra di casa viene assegnato un calcio di rigore? Parecchie. Perché seppur la percentuale di realizzazione non sia del 100%, è una grande occasione, ed è più probabile che venga segnato piuttosto che sbagliato. Così almeno viene vissuto un calcio di rigore un pò da tutte le squadre, ad eccezione del Milan.

Il tifoso rossonero, da un pò di tempo, su un rigore decisivo ha il fiato corto e la vista appannata. Ha recentemente visto sbagliare parecchi rigori, anche importanti, e non sa più cosa pensare. L’ultimo l’ha sbagliato Christian Pulisic, che di rigori in carriera ne aveva sbagliato solo uno, segnandone 13 su 14 tentati.

Analizzando le ultime stagioni, il Milan ha una percentuale bassissima di rigori realizzati. Confrontando i numeri con quelli delle altre big – Roma, Inter, Juventus, Napoli, Lazio e Atalanta –, i rossoneri si trovano dietro a tutte loro con un tasso di realizzazione del 58%: su diciotto rigori tentati, solo undici sono andati a segno. Un dato inquietante, soprattutto se si pensa che il Napoli, che precede il Diavolo in questa classifica, è sesto con il 72%.

Chi deve batterli? La classifica dei rigoristi rossoneri

Pulisic è il rigorista designato e lui dovrà rimanere. I rigori si sbagliano e non sarà questo errore dal dischetto a macchiare l’ottimo avvio dello statunitense. Intanto, noi della redazione di MilanPress.it, abbiamo stilato un’ulteriore classifica, questa volta sulla percentuale realizzata dagli undici metri dei rigoristi presenti in rosa. Al primo posto troviamo Estupinan, con il 100% in carriera (6 su 6); al secondo posto proprio Pulisic, all’87% in carriera (13 su 15); al terzo, a pari merito, Nkunku (12 su 15) e Modric (24 su 30) con l’80% di realizzazione; infine, al quarto posto, troviamo Gimenez con il 75% (15 su 20).

Questo a specificare che al Milan non mancano i rigoristi, ma manca ancora quello step mentale, quello stato di sicurezza in cui nella propria testa non balena mai la paura di sbagliare. Solo così si potrà diventare più vincenti e alzare trofei. Sta tutto nella mentalità, perché tecnicamente si sa: la squadra è forte. Manca quell’ultimo passo, il più difficile forse…

 

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