Samuele Ricci è stato intervistato in esclusiva da Cronache di Spogliatoio a poche ore dal termine di Milan-Bari. Queste le impressioni del numero 4 rossonero in seguito all’esordio a San Siro.
“L’aspetto che mi ha colpito di più in questo primo mese al Milan è l’intensità che viene messa in allenamento. Si sta creando una bella competizione interna, ma sana. Sono qui da poco, ma si stanno creando già dalle amicizie, anche con chi lavora dietro le quinte nel mondo Milan. Anche con il Mister, è uno che ci sa fare“.
“La dote fondamentale di Allegri è che sa come si fa a vincere e ce lo sta trasmettendo. Mi sono sentito coinvolto fin da subito, questo mi ha colpito molto. Gli piace molto scherzare fuori dal campo, strappa sempre un sorriso. Ma in campo tiene molto alla cultura del lavoro e alla cura del dettaglio. Allegri di Livorno e io di Pisa? Se è per questo…c’è anche il suo secondo che è di Lucca! Almeno abbiamo lo stesso senso dell’umorismo“.
“Ieri contro il Bari in Coppa è stato emozionante entrare a San Siro da giocatore del Milan e non da avversario“.
“La protezione del pallone? Tanti allenatori te lo dicono, però tanti non ci fanno neanche caso. Mister Spalletti mi ha detto quello per prima cosa. Quando prendo la palla devo essere di taglio, posizionato bene tra i due attaccanti, guardare prima dieci volte perché se ne guardi quattro non va bene… queste sono le cose che fanno la differenza. Spalletti è molto attento ai dettagli, sotto questo punto di vista mi ha migliorato molto anche se stiamo pochissimo tempo insieme. Cura tantissimo questo aspetto“.
“Giocare sotto pressione? Io sono un giocatore a cui piace avere la palla, anche quando ci sono momenti della partita dove non ti arriva e te la devi andare a cercare. La Serie A è un campionato abbastanza complicato, c’è molta tattica e le squadre giocano chiuse. È difficile trovare spazi, ed essendo un campionato di livello ci sono anche giocatori forti. Questo aspetto è complicato: molte volte non ti arrivano palloni e devi cercare di smarcarti bene col corpo, vedere prima. Più si alza il livello più diventa difficile, anche se ho notato che in Serie B è ancora più complicata sotto questo punto di vista. È un campionato dove è molto difficile giocare la palla, perché ti pressano tanto e poi magari trovi squadre chiuse quando giocano in casa, una caratteristica del campionato italiano. Queste difficoltà, tra quelli che vengono all’estero, la ritrovano. Ho avuto modo di parlarne con tanti“.
“Modric mi ha detto il suo segreto? In realtà per adesso…abbiamo parlato solo di case e affitti a Milano! Luka mi ha chiesto molte informazioni sul calcio italiano. Era incuriosito dalle differenze con la Spagna. Ho notato che tanti di noi fanno già affidamento su di lui. Modric è una persona molto umile ed è importante nello spogliatoio, nonostante sia qui da poco. Sinceramente non mi sarei mai aspettato di giocare insieme a lui un giorno! Fa certe cose col pallone con una naturalezza che fa impressione“.


