L’inchiesta sulle due curve di Milano, che negli scorsi mesi ha portato all’arresto di una ventina tra ultras di Inter e Milan, continua a produrre strascichi. L’edizione odierna del quotidiano La Repubblica si è soffermata sulla figura di Pino Caminiti, 54enne originario di Taurianova, arrestato anche lui a settembre e definito, dal quotidiano, il “boss dei parcheggi”. Nelle conversazioni con Caminiti ci sono molti giocatori dell’Inter, sia attuali – come Barella, Bastoni, Frattesi e Calhanoglu – sia ex, oltre a mister Inzaghi e la sua famiglia.
E quella che più risalta è proprio una chat tra Caminiti ed il figlio del tecnico nerazzurro Tommaso, oggi procuratore. Dal figlio di Inzaghi, Caminiti ottiene un introvabile biglietto per il match con la Lazio del maggio 2024, e Repubblica riporta anche il virgolettato dei messaggi: “Ci sei sempre stato accanto, cercherò sempre di farti un favore…io e mio padre”. Con Calhanoglu ci si scambia di continuo baci e abbracci, mentre a Frattesi Caminiti avrebbe garantito un posto per la macchina nel parcheggio sotteraneo di San Siro per la mamma, in cambio di una maglia autografata. E i toni familiari non cambiano neanche con i dirigenti interisti, tra cui il responsabile alla sicurezza Claudio Sala e l’ex capo della comunicazione Matteo Pedinotti.