Report riaccende il dubbio: chi comanda al Milan?

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Non c’è bisogno di essere tacciati di essere anti-milanisti per cercare di far luce su come sia realmente controllato il Milan. E’ un lecito quesito di tutti i tifosi rossoneri e, più in generale, degli amanti del calcio. Perché il Milan è patrimonio dello sport. Nulla, quindi, deve scandalizzare se la trasmissione Report, su Rai 3, tenterà lunedì prossimo di ricostruire, passo dopo passo, scatola dopo scatola, chi tenga realmente le redini del club finalmente rilanciato anche sul piano sportivo ad oltre tre anni ormai dal passaggio di proprietà.

Secondo quanto ricostruito dai giornalisti del programma Rai, il 99,93% di AC Milan appartiene per il 100% a Rossoneri Sport Invest (con sede in Lussemburgo), posseduta per il 100% da Project Redblack (sempre lussemburghese), a sua volta posseduta per il 95,8% (11.488 azioni) da King e Genio Investments LLC (Stati Uniti, più precisamente Delaware, a lungo identificato come un paradiso fiscale poiché non è prevista imposizione sugli utili derivanti da proprietà intellettuale, brevetti e marchi) e da Blue Skye Financial Partners (Lussemburgo). Insomma, una lunga catena di controllo, della quale sappiamo poco, se non il fatto che Elliott abbia contribuito per il 96% ai più recenti aumenti di capitale di AC Milan.

Il ruolo chiave in Project Redblack, di fatto il secondo tassello della catena di controllo, l’avrebbero svolto Gianluca D’Avanzo e Salvatore Cerchione, fondatori della holding finanziaria Blue Skye ed entrambi consiglieri d’amministrazione del Milan. Secondo Report, sarebbero i due italiani, in realtà, i veri proprietari del club, senza, però, entrare ulteriormente nel merito. Che cosa significa? L’obiettivo della trasmissione sarà quello di scardinare l’idea che il Milan sia realmente di proprietà di Elliott quanto, invece, dei due finanziari. Ipotesi suffragata da poche certezze. Vi è, invece, certezza che il fondo americano di Paul Singer avesse prestato soldi a Yonghong Li per poi escutere il credito, prendendosi il Milan due anni e mezzo fa. Anche lunedì, insomma, verrà lanciato l’ennesimo sasso nello stagno senza sgombrare definitivamente il campo da dubbi.

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