“Ma a cosa può servirci un centrocampista che è appena retrocesso con la sua squadra?”. Nonostante si stesse apprestando a vincere, da protagonista, la Coppa d’Africa con la sua Algeria, la maggior parte dei commenti dei tifosi all’annuncio dell’acquisto di Bennacer è stata questa. La visione era di aver buttato altri 16 milioni per un acquisto già giudicato inutile prima ancora di vederlo all’opera. Dopo un inizio vissuto un po’ all’ombra di Biglia e senza godere pienamente della fiducia di Giampaolo prima e di Pioli all’inizio della sua avventura, dalla decima giornata in poi gli vengono affidate le chiavi del centrocampo rossonero e non le abbandonerà più. La personalità è l’ultima cosa che manca al nativo di Arles, sia nel chiedere e smistare i palloni che nel mettere la gamba nei contrasti. Proprio questo ultimo punto è un po’ il suo limite visto che è il centrocampista più ammonito della Serie A con ben 12 cartellini gialli.
L’ex Empoli si è fatto ben presto ammirare dai suoi nuovi tifosi, sia per l’impegno e la qualità che riesce ad esprimere sul campo, sia per l’attaccamento alla maglia che ha dimostrato sin da subito. In diverse interviste ha dichiarato infatti che vestire il rossonero è un sogno, che non poteva sperare di meglio. Si emoziona sempre quando indossando la casacca rossonera, vede la patch delle 7 Champions League che ha consegnato il Diavolo alla storia del calcio. Con il cambio di modulo attuato da Pioli, la squadra è migliorata molto sia dal punto di vista del gioco che da quello dei risultati. Una chiave di questo sistema di gioco è sicuramente la cerniera mediana formata da Bennacer e Kessie. Un mix di qualità e quantità che ha permesso anche che il rendimento dell’ivoriano crescesse notevolmente.
Da un paio di giorni, a campionato fermo, si vocifera di un interesse del PSG per il 22enne rossonero. La stessa compagine francese che viene accostata anche al nome di Theo Hernandez. Già si parla di possibili grandi plusvalenze per il Milan, ma questo discorso non può e non deve esistere. Il Milan non deve diventare la squadra che scopre e cresce buonissimi giocatori e li rivende per guadagnarci. Questa non è la sua storia e speriamo che mai lo diventi. Al contrario, la bravura e la fortuna di aver trovato questi giocatori deve fare da trampolino per trovarne altri ed alzare l’asticella che negli ultimi tempi è stata troppo bassa. Bennacer deve essere uno dei punti di riferimento da cui ripartire per la prossima stagione anche perché cambiandone dieci ogni anno parlare di progetto non avrà più senso.

