Rebic chiama Jovic e parla da erede di Ibra: lo scenario

Ante Rebic lancia messaggi precisi in vista del suo futuro al Milan. Pressoché certo di rimanere orfano di quel Zlatan Ibrahimovic che ha contribuito non poco alla sua consacrazione in Serie A, il croato sponsorizza a chiare lettere Luka Jovic, ex compagno di reparto ai tempi dell’Eintracht Francoforte.

Non si tratta di una semplice candidatura fine a stessa, ma della ripresa di un filone che da tempo associa il nome dell’attaccante serbo, ora al Real Madrid, alla maglia del Milan. E in vista dell’arrivo di Ralf Rangnick sulla panchina rossonera non è proprio un indizio da sottovalutare.

“Le cose non gli sono andate bene perché ha avuto troppi infortuni, non so poi cosa sia successo nella sua testa e adesso lì hanno un’immagine di lui che non è quella reale – ha commentato Rebic a proposito dell’ex compagno riferendosi all’ultima stagione in Liga -. Jovic deve concentrarsi solo sul calcio, perché è forte davvero. L’anno scorso all’Eintracht abbiamo fatto bene perché io attaccavo la profondità, Jovic faceva gol e Haller vinceva tutti i duelli aerei. Io sapevo che Haller l’avrebbe presa di testa e mi buttavo dentro. Così succede oggi con Ibra”.

Ma Ibra, a meno di improbabili colpi di scena, saluterà Milanello tra pochi giorni non appena si sarà concluso il campionato, preferibilmente con l’accesso diretto all’Europa League, obiettivo ormai nella testa di Stefano Pioli e dei suoi ragazzi.

Rebic, dal canto suo, parla chiaramente da leader pronto a raccogliere il testimone di un “gigante” che gli ha dato una mano decisiva per entrare nel novero dei pezzi più pregiati del nostro campionato ed elevandolo a titolare inamovibile nello scacchiere attuale e in quello futuro. Resta da sciogliere il nodo del riscatto dall’Eintracht, ma sembra una formalità se consideriamo la forte volontà del giocatore, ribadita proprio oggi su SportWeek.

Lo scenario futuro? Rebic-Jovic come coppia d’attacco titolare, alle spalle “gregario” il giovane Leao che Rangnick prenderà sotto le sue cure per “svezzarlo” definitivamente. Ma con l’Europa League ne servirà senz’altro un quarto di attaccante.

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