La smentita di Ralf Rangnick, diffusa ieri in un’intervista all’emittente Mdr, è debole quanto una soffice mollica di pane. Sondaggi vaghi, ha detto il manager tedesco. Vaghi quanto alcuni indizi che portano dritti al matrimonio col club rossonero? Ad esempio, le lezioni di italiano quotidiane che Rangnick sta seguendo. Oppure le discussioni sul budget con Ivan Gazidis, che potrebbe aggirarsi sui 75 milioni di euro. Senza dimenticare l’indizio numero 1: il divorzio di Zvone Boban e quello ormai certo di Paolo Maldini alla fine di questa stagione.
Il futuro, dunque, sarà sempre più nelle mani di Gazidis che svolge il suo lavoro più in silenzio, ma in stretto contatto con la proprietà. Da mesi, infatti, la scelta è ricaduta sul tecnico tedesco che pare sia stato spesso coinvolto in conference call con Gordon Singer e altri manager di Elliott, oltre allo stesso Gazidis. Non c’è tanto tempo (e nemmeno argomenti concreti) per poter alzare la voce e chiedere più fondi per il mercato. L’emergenza coronavirus ha toccato tutti, a partire dalle squadre di calcio che dovranno per forza ridimensionarsi ad ogni livello.
Settantacinque milioni di euro possono sembra pochi per una squadra che punta a costruire un progetto per tornare sul palcoscenico della Champions League. A questi soldi, però, andranno aggiunti quelli di qualche cessione eccellente (Donnarumma è più indiziato di Romagnoli). Ma sarà il mercato a riportare indietro le lancette su cifre e ingaggi più bassi rispetto a quelli cui eravamo abituati almeno fino allo scorso febbraio. Già, perché non è assolutamente detto che sponsor e televisioni riaprano i cordoni della borsa in tempi rapidi. E, soprattutto, bisognerà vedere che cosa sarà rimasto dentro quelle borse.

