Dopo che il suo nome è accostato al Milan da almeno quattro mesi a questa parte, l’altro ieri Ralf Rangnick ha finalmente tolto il piede dal freno, aprendo in maniera netta ad un suo approdo in rossonero per la prossima stagione. Dire “Non posso escludere del tutto che andrò lì“, significa, di fatto, confermare che la trattativa è ad un punto molto avanzato, se non proprio ad un niente dalla conclusione. Nella giornata di ieri, del resto, i colleghi di Sky Sport hanno ribadito che l’intesa era stata già raggiunta lo scorso 23 dicembre, come affermato anche da Zvonimir Boban all’indomani del suo licenziamento da via Aldo Rossi.
Insomma, nonostante via sia ancora un campionato (pare) da concludere, ed un allenatore (Pioli) ancora sotto contratto, il Milan sembra essersi convinto a mettere in atto l’ennesima rivoluzione estiva della sua storia recente. E, a parere di chi scrive, stavolta si tratta di un vero e proprio all-in da parte del fondo Elliott e del suo “braccio operativo” Ivan Gazidis, che – di fatto – scommettono tutto su un profilo completamente nuovo per il calcio italiano, rompendo quasi sicuramente ogni ponte col passato. Già perchè, dal momento in cui Rangnick dovesse approdare sulla panchina del Milan, il destino di Paolo Maldini sarebbe inevitabilmente segnato. Ciò per varie ragioni: in primis perchè l’ex capitano ha già pubblicamente dichiarato di non apprezzare Rangnick (“Sinceramente non credo che sia il profilo giusto per una squadra come la nostra“, disse lo scorso 12 febbraio); in secondo luogo, perchè i ruoli dei due sarebbero decisamente incompatibili.
Rangnick vuole carta bianca e controllo assoluto del mercato e dell’area scouting, e ciò finirebbe per relegare Maldini ad un ruolo da comprimario che Paolo ha già dichiarato non volere, a maggior ragione dopo che l’amico e collega Boban ha lasciato i rossoneri, ed il fidato Massara rischia di fare altrettanto. Non è un caso, dunque, che quest’oggi sono emersi sui giornali i nomi di cui Rangnick vorrebbe circondarsi in rossonero: oltre ai già presenti Moncada e Almstadt, l’ex tecnico dello Schalke vuole come direttore sportivo il suo fedelissimo Paul Mitchell. In aggiunta, Lars Konetka e Moritz Volz sarebbero i suoi più stretti collaboratori “di campo”.
Insomma, un repulisti generale che, piaccia o non piaccia, darà vita ad un capitolo completamente nuovo della storia rossonera. A questo punto sarà compito della proprietà difendere a tutti i costi questo suo all-in, ed andare dritta per la propria strada per evitare che il “progetto Rangnick” venga picconato alle prime difficoltà. I Singer e Gazidis, insomma, dovranno supportarlo in tutto e per tutto (mercato in primis), concedendogli una fiducia ricompresa in un lasso di tempo abbastanza lungo da costruire un progetto tecnico stabile e vincente. Servirà anche tanta pazienza da parte dei tifosi rossonera. Ma di quella, ormai, ne abbiamo da vendere.

