Continua la saga interna del litigio tra Adrien Rabiot e Jonathan Rowe, compagni di squadra all’Olympique Marsiglia e ormai fuori squadra dopo la decisione di società e staff tecnico. L’ex Juventus dovrà cercare una nuova avventura, e De Zerbi ne parla così in conferenza stampa: le parole sono riportate dal sito della Gazzetta dello Sport.
“Mi sarei aspettato un Rabiot a orecchie basse e delle scuse. E le cose sarebbero rientrate nella normalità. È venuto a parlarmi solo oggi, è dispiaciuto, pensa che sia stato un provvedimento troppo severo. Se in qualsiasi posto di lavoro due dipendenti si picchiano, che siano due camerieri, due avvocati o due operai, davanti ai capi, ci sono solo due soluzioni: la sospensione o il licenziamento“.
“Sua madre dice che non gli ho dato una seconda chance come a Greenwood. Ma quelli di Greenwood erano fatti personali. Qui si parla di un comportamento sbagliato in un luogo di lavoro. È vero, abbaio, urlo in spogliatoio, ma sono il primo ad abbracciare i miei giocatori. Ho avuto più attenzione per suo figlio che per altri. Voglio bene a Rabiot, doveva essere una decisione temporanea. È stata una decisione coraggiosa che approvo. Nei grandi club servono regole chiare che vanno rispettate“.
“Rabiot è un bravo ragazzo, ma la situazione è stata gestita male dal suo entourage. Sarebbe stato normale tornare con le orecchie basse e chiedere scusa. E tutto sarebbe tornato nella normalità. Non abbiamo mai voluto una spaccatura definitiva. Adesso è possibile che parta. Non è facile giocare senza un giocatore del livello di Rabiot, ma cercheremo di completare la squadra. Ci aspettiamo 5-6 innesti da qui alla fine del mercato“.


