HomeIn evidenzaQuanto fa rumore un addio. E a rimetterci sono sempre i tifosi

Quanto fa rumore un addio. E a rimetterci sono sempre i tifosi

Sembra un deja-vu. Un anno dopo. Questa volta però con un finale diverso, triste, inaspettato. Paolo Maldini dice addio al Milan. Una frase che suona male, che non avremmo mai pensato di dire ma che stiamo ascoltando da più di qualche ora e che non riusciamo a realizzare. Ma è tutto vero. E se 365 giorni fa sembrava un fulmine a ciel sereno, dopo la vittoria dello scudetto, oggi non lo è. Non lo è perché le frizioni, appunto, esistono da un anno. Non lo è perché il cielo rossonero quest’anno è tutt’altro che sereno. Dopo una stagione travagliata e l’addio del totem Ibrahimovic ora quello di Paolo.

Differenza di vedute, autonomia, l’io di Maldini e il noi di Cardinale, il mercato, il budget, la bocciatura, l’incompatibilità. Ne abbiamo sentite di ogni nelle ultime ore e ne sentiremo ancora tante. I motivi della separazione sono da ricondurre ad alcuni, se non tutti, di questi aspetti. Ma questa è una di quelle notizie che no, non ti aspetti. Un progetto che sarebbe dovuto continuare per un altro anno, il rinnovo del 30 giugno 2022 era biennale, che è stato troncato con un anno di anticipo. Un’anticipazione forse l’avevamo già avuta.

Qualcosa si era rotto già un anno fa, perché un mese intero per trattare il rinnovo di un dirigente si è visto poche volte nel calcio. Le prime frizioni si sono presentate sin da subito ma il primo atto da numero uno del Milan dopo aver vinto il campionato non poteva essere licenziare il vero numero uno del Milan Paolo Maldini. Questo era troppo anche per RedBird e Gerry Cardinale.

Cosa ne sarà del Milan?

Questa è la domanda che si pongono tutti i tifosi, alla fine – come sempre – quelli che ci rimettono di più. Perché giugno è il mese in cui inizia il mercato dei calciatori ma per la seconda volta a Casa Milan, a giugno, il mercato lo si fa dei dirigenti. Perdere un altro mese dietro a questioni societarie e ai capricci di qualcuno è tutto fuorché producente per il club. “Priorità all’AC Milan” diceva Gattuso, e aveva ragione. “Priorità all’AC Milan”, pensano i tifosi ma dalle parti di via Aldo Rossi non sembra il diktat principale.

La speranza è che questa situazione di impasse finisca presto e che si arrivi ad una soluzione nel più breve tempo possibile. Maldini – piange il cuore a dirlo – non fa più parte del Milan e adesso in società si apre un nuovo capitolo. Si spera il più presto possibile. Perché il tempo passa e non aspetta, il Milan ha un bisogno impellente di fare mercato, ma quello vero. Il Milan ha bisogno di rinforzare la squadra. Perché così a perdere sono sempre e solo i tifosi.

Milan, la mossa di Cardinale: gli addii Maldini e Massara, Furlani e Moncada promossi - MilanPress, robe dell'altro diavolo
Milan, la mossa di Cardinale: gli addii Maldini e Massara, Furlani e Moncada promossi – MilanPress, robe dell’altro diavolo

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