E’ stato ufficializzato, nella giornata di ieri, il quarto acquisto di questo mercato del Milan. Si tratta di Christian Pulisic, giocatore americano molto duttile: può infatti coprire diverse posizioni, quali centrocampista, trequartista, ala destra e sinistra, prima punta. Un jolly alla corte di Stefano Pioli, in poche parole. Insieme all’americano, nelle ultime settimane altri tre giocatori sono entrati a far parte della rosa rossonera: Marco Sportiello, Luka Romero, Ruben Loftus-Cheek.
Lo statunitense si riunisce quindi, dopo appena una settimana, al suo compagno di squadra quando al Chelsea, ovvero Loftus-Cheek, senza contare Giroud e Tomori, con cui entrambi hanno condiviso lo spogliatoio dei Blues. C’è però un enorme punto interrogativo che aleggia nelle teste di Christian e Ruben, entrambi giocatori di talento, ma allo stesso tempo reduci da tanti infortuni che hanno rallentato l’evoluzione delle loro carriere.
Ci sono però alcuni esempi simili e più che positivi che possono andare a favore delle due new entry. Tornando agli ex Blues possiamo citare due grandi sorprese come Olivier Giroud e Fikayo Tomori. Entrambi sono arrivati nel dubbio e nell’incertezza, tra chi doveva ancora dimostrare tutto e chi invece, aveva già ampiamente dimostrato. Sono risapute inoltre le difficoltà di giocatori inglesi, o comunque provenienti Premier League, una volta approdati in Serie A. Difficoltà mai messe in mostra, perché Tomori e Giroud dal primo giorno si sono dimostrati due dei pilastri che porteranno il Milan alla vittoria del 19° scudetto.
Ma quale potrà essere l’apporto in Serie A, e nello specifico in rossonero, dei due neo giocatori arrivati dal Chelsea?
CHRISTIAN PULISIC
Il Palmarès del giocatore americano parla chiaro: 1 Champions League, 1 Mondiale per Club e 1 Supercoppa Europea con il Chelsea, mentre 1 Coppa di Germania e due titoli nazionali nelle giovanili con il Borussia Dortmund. Il talento e le qualità del giocatore sono indiscutibili, ma gli infortuni hanno rallentato nettamente la sua ascesa. Il più grave risale a gennaio 2020, dove un infortunio agli adduttori lo tenne fermo addirittura 6 mesi. L’ultimo (problemi al ginocchio), quest’anno, l’ha tenuto fuori per 2 mesi interi.

I numeri del giocatore non sono mai stati da capogiro: 98 partite in Premier condite da 20 gol e 11 assist; mentre in Bundesliga – campionato dove è esploso – in 90 partite è andato a segno 13 volte, servendo 18 assist. Certamente questa sarà per lui una nuova sfida, per cercare di raggiungere quel “livello successivo” che tante volte ha visto da vicino, ma non è mai riuscito a raggiungere. Stiamo comunque parlando di un ragazzo giovanissimo, classe 98′, che ha l’esperienza di un veterano.
Grazie alla duttilità sarà il jolly di Stefano Pioli, che comunque sembrerebbe propenso ad assegnargli la posizione da “10”, in mezzo alla trequarti. Visto e considerato che a sinistra c’è l’inamovibile Leao, e a destra arriverà con tutte le probabilità un’altra ala pura.
RUBEN LOFTUS-CHEEK
Altro giocatore proveniente dai Blues, altro giocatore ricco di talento e che ancora non ha fatto il salto quel salto di qualità che tutti si aspettavano, anche a causa di tanti infortuni. Cresciuto nelle giovanili del Chelsea, ha esordito nel 2015 in Premier League, cambiando maglia solo due volte (prestito al Fulham e al Crystal Palace) fino all’attuale trasferimento in rossonero. Fisicamente si potrebbe parlare di un degno sostituto di Kessie, la cui assenza l’anno scorso è pesata come un macigno sulla difesa ma soprattutto sul centrocampo milanista, ma eventualmente potrebbe spostarsi a fare la mezzala in un centrocampo a tre, dove a suo dire si trova meglio.
Anche i numeri dell’inglese non sono entusiasmanti, ma come sempre non ci si può solo soffermare su quelli: 157 partite in Premier League, 10 gol e 12 assist. Il Milan però avrebbe, più che di gol, bisogno di assist da parte di Loftus-Cheek. Rispetto al campionato inglese, quello italiano è molto meno fisico, e per questo motivo potrebbe tranquillamente dominare nelle mediane della Serie A. Questo è quello che certamente Pioli si aspetta dal suo nuovo numero 8, che comunque dimostra di avere sicurezza, fiducia e coraggio, scegliendo un numero di maglia con un eredità non leggera (Tonali, Gattuso, Donadoni, Ancelotti, Rijkaard).
Vedremo se i nuovi innesti provenienti dalla Premier potranno permettere al Milan di fare quel salto di qualità tanto ricercato in questi anni. I presupposti senz’altro non mancano.


