Una può essere un caso, due iniziano a far riflettere, tre rappresentano una prova inconfutabile: Milan, c’è qualcosa che non va nei big match. Stefano Pioli è sul banco degli imputati forse più dei suoi giocatori per le prestazioni dei rossoneri in quest’inizio di stagione nelle partite che più contano: 5-1 contro l’Inter, 0-1 contro la Juventus e 3-0 contro il Paris Saint-Germain. Tre sconfitte che fanno male. Se a questo si aggiunge il mal di gol della squadra che ha realizzato una sola rete nelle ultime 4 gare, la situazione inizia a farsi preoccupante.
Il tecnico emiliano è stato anche criticato aspramente nel post-partita di ieri da Fabio Capello a Sky Sport che ha visto una squadra presuntuosa per l’atteggiamento in campo. La critica più grande mossa riguarda l’impostazione della partita uomo su uomo, quella classica per l’allenatore nativo di Parma. Domenica ci sarà la terza sfida del trittico infernale che per ora si sta rivelando letale: a Napoli qualcosa va cambiato, che sia l’aspetto tattico o psicologico. Di seguito le pagelle dei quotidiani.
Gazzetta dello Sport, 5: “Difende alto e rischia: ancora una volta, non paga. Milan non all’altezza del PSG, con alcune costanti: un gol preso da inserimento di una mezzala, l’attacco in crisi, gli uno contro uno sofferti. In più, nel finale sparisce“.
Tuttosport, 5: “Le sue idee sono in gran parte disattese dalla squadra. E in Champions solo Milan e Benfica non hanno ancora fatto un gol“.
Corriere dello Sport, 5: “Un’altra scena muta in attacco. Ma stavolta crolla anche in difesa. Impianto troppo fragile, forse c’è da correggere qualcosa. Gli ottavi sono ancora a portata, ma serve un cambio di marcia“.
Corriere della Sera, 5: “Milan leggero dietro e poco cattivo davanti: sconfitta netta. Per la Champions serve molto di più. Ma anche già a Napoli domenica“.
Repubblica, 5: “La missione principale, fermare Mbappe, fallisce“.
L’Equipe, 4: “È eccezionale vedere nel Milan un undici senza italiani al calcio d’inizio, ma questo è il senso della storia, senza dubbio, e non il motivo della sconfitta. La pressione che l’allenatore sperava di ottenere ha funzionato, ma è durata davvero poco e non è riuscito a trovare le soluzioni quando il PSG è passato in vantaggio“.


