Dopo una serie di rogatorie e verifiche bancarie in tutto il mondo che hanno consentito di ricostruire gli assetti patrimoniali e i flussi finanziari di denaro, la Procura di Milano ha chiesto l’archiviazione dell’indagine nei confronti di Yonghong Li, che tra il 2017 e il 2018 è stato proprietario e presidente del Milan, e che era accusato di false comunicazioni sociali.
Lo riporta l’ANSA, evidenziando come il pm Paola Biondolillo nei giorni scorsi ha firmato la richiesta di archiviazione nella quale sono stati condensati gli esiti di una indagine durata circa sei anni, e che ha portato a concludere che Yonghong Li avrebbe goduto di ampie risorse riconducibili a fondi e società con base alle Cayman o alle British Virgin Island, e pure a società di Hong Kong della moglie del magnate.
In conclusione, riportano i colleghi, dagli accertamenti è emerso un quadro in cui sono state sì individuate operazioni finanziarie “opache”, ma non elementi sufficienti per ritenere sussistente l’accusa di falso in bilancio. Ora la parola passa al gip, che deciderà se accogliere o meno la richiesta di archiviazione.


