Ignazio Abate ha rilasciato un’intervista ai microfoni del nostro inviato al centro sportivo Vismara, Alberto Mangili, a margine della vittoria per 3-2 della Primavera rossonera contro l’Empoli. Ecco le parole del tecnico.
“Oggi era una giornata speciale per noi per la famiglia e per il mondo Milan, per la scomparsa di un amico, di un collega che ci ha lasciato troppo presto, quindi il pensiero va a lui e alla sua famiglia. Ci stringiamo intorno ai suoi cari. Poi, per quanto riguarda noi, vittoria importante per come è arrivata. Abbiamo fatto un primo tempo brutto, credo da entrambe le parti, mentre nel secondo tempo, al di là dell’errore dove siamo andati sotto, abbiamo ribaltato il risultato. Questo è un sintomo di grande mentalità e di voglia dei ragazzi. L’abbiamo portata in porto con una grandissima qualità, con grandissima tenacia e non bisogna dimenticare che questo è un momento dove noi siamo un pò striminziti, abbiamo cinque o sei elementi importanti fuori. Son contento e faccio i complimenti a chi è entrato. Si, son contento del gruppo, ci danno sempre dentro e sono settimane che lavoriamo in pochi, non è facile. Però, quando ci ritroviamo si respira una bella aria e tra di loro c’è c’è affiatamento, c’è un bel gruppo e questo mi lascia ben sperare. Poi, c’è da dire che, con i primi caldi con e dopo una stagione sulle spalle, si va avanti un po più per inerzia, per per cuore e per mentalità. Noi ora dobbiamo tener botta, quella di oggi è una partita importante per i play off. Il percorso è quello giusto, son contento, ci facciamo valere in campo e queste son partite che aiutano per il percorso di crescita di ogni ragazzo“.
Sui giovani e sul movimento di Sala sul suo gol: “È un orgoglio, in quanto far giocare ragazzi così giovani senza mettergli pressione non è facile, c’è chi magari riesce a mettere dentro qualcosina in più subito e chi magari arriva dopo, quindi non è facile per un ragazzo che arriva dall’Under 17, però son contento di come Liberali stia crescendo, sta mettendo dentro tanto è un talento. Deve crescere dal punto di vista fisico e sta lavorando a testa bassa, ma ha una bellissima mentalità, sono contentissimo del ragazzo e son contento che sia arrivato questo momento ed è entrato entrato alla grande. Sala? L’avevamo preparata così, lo sapevamo che ci aspettavano in 11 sotto la linea della palla, e non è facile trovare quell’equilibrio con i ragazzi. Chiedo sempre di giocare, di andare alla ricerca dell’uomo libero e dello spazio e mettendoci dentro anche la voglia la ferocia di attaccare lo spazio come possiamo giocare solo palla addosso perché altrimenti ti vengono sempre a pressare“.
Verso le Final Four di Youth League: “Ci arriviamo sicuramente dopo una vittoria, che ci dà una bella iniezione di fiducia e ci insegna che se facciamo le cose per bene, possiamo diventare fastidiosi. Per quanto riguarda la rosa, abbiamo perso pezzi importantissimi che non ci saranno e non sarà facile ma nello stesso tempo ci arriviamo con con grande serenità, perché noi l’anno scorso siamo arrivati li, abbiamo raggiunto un traguardo storico e siamo andati a giocarcela, facendo secondo me un’ottima semifinale, anche se siamo usciti. Quest’anno il percorso è stato diverso, e acquista ancora più valore perché abbiamo eliminato squadre veramente forti ed è merito dei ragazzi, nella partita secca può succedere di tutto e noi venderemo cara la pelle, indubbiamente andiamo lì per cercare di arrivare in fondo. Noi ci abbiamo sempre creduto, con un passo alla volta, con umiltà, una partita alla volta. Adesso la cosa più importante è staccare un giorno domani, perché se lo meritano e bisogna recuperare. Poi dopodomani con umiltà prepareremo la partita, come abbiamo sempre fatto e andiamo a inseguire un sogno. I ragazzi avvertono il blasone della partita, avvertono che si respira un’altra aria, è normale. Noi non dobbiamo arrivare in over, e avete visto anche qualche partita: il derby l’abbiamo impattato non benissimo, c’era troppa tensione, anche l’anno scorso in Youth League giocavamo davanti a 15.000 spettatori, non era semplice. Per i ragazzi è stata un’esperienza bellissima ma abbiamo pagato un po l’impatto. Bisogna fargli giocare, fargli vivere queste giornate, queste emozioni, e se la pagheranno non ci sarà problema e lo aggiungeranno dentro il loro bagaglio personale. Sono sicuro che faranno valere le qualità grandi che hanno“.
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