Stefano Pioli e l’importanza del gruppo

Il Milan storicamente sin dall’era Silvio Berlusconi è sempre stata riconosciuta come una società unita. Dai vertici societari fino al gruppo squadra. Ecco, questa unità da molti anni è ormai un lontano miraggio. I cambi di proprietà, con conseguenti cambiamenti a livello dirigenziale e massice campagne acquisti, hanno portato incertezza e sopratutto non hanno permesso di costruire un’identità di squadra.

I due pilastri su cui il Milan si sta rifondando per ritrovare questa identità sono sicuramente ben riconoscibili: Zlatan Ibrahimovic e Stefano Pioli. Lo svedese di certo non è una sorpresa visto il suo carisma e la sua professionalità, ma non era scontato che potesse guidare un gruppo di giovani. Allo United venne accusato di essere troppo un accentratore di gioco e di tarpare le ali alle giovani promesse Rashford e Martial. Non era quindi visto come un modello, come lo è invece adesso per i giovani della rosa rossonera. Il tecnico emiliano invece è stata la vera sorpresa che nessuno si aspettava. Esonerato dalla Fiorentina a detta della proprietà per “mancanza di professionalità nel lavoro” e giunto come traghettatore a stagione in corso, ha fatto ricredere tutto l’ambiente rossonero e gli addetti ai lavori sul suo conto. I meriti del tecnico sono sotto gli occhi tutti ma forse sono stati evidenziati troppo poco.

Milan: Stefano Pioli - Milanpress, robe dell'altro diavolo
Milan: Stefano Pioli – Milanpress, robe dell’altro diavolo

Una parola che usa spesso il mister nelle conferenze e nelle sue interviste è gruppo. Si perchè è la base di una squadra che voglia vincere e che voglia crescere nel tempo. Sarebbe stato troppo facile affidare tutto sulle spalle di campione come Ibra, invece Pioli ha voluto responsabilizzare ogni singolo giocatore, perchè una crescita di gruppo avviene attraverso la maturazione di ogni componente della squadra, a maggior ragione di una squadra ricca di giovani. Il tecnico è stato determinante in questa crescita,grazie alla calma e alla serenità che ha sempre trasmesso anche quando sembrava che non dovesse essere lui il futuro tecnico del Milan. Le sue qualità umane sono state sottolineate dalle dichirazioni degli stessi giocatori: viene descritto come un uomo sempre disponibile al dialogo e che fa sempre sentire la sua vicinanza, tramite messaggi e chiamate persino durante le vacanze. Grazie al suo lavoro la squadra non ha riconosciuto come leader un solo giocatore, che facilmente sarebbe stato Ibra, ma ha capito che il leader è il gruppo stesso, proprio come dichiarato dallo stesso Pioli oggi in conferenza stampa: “Qui il leader sta diventando il gruppo, la voglia di stare insieme e di essere soddisfatti e felici delle proprie prestazioni”. 

L’auspicio più grande è questa crescita continui e che poi si possa tramutare in risultati sportivi sul campo, che alla fine dei conti è il giudice supremo, che ci dirà dove questo Milan può arrivare quest’anno.

Milan: la squadra - Milanpress, robe dell'altro diavolo
Milan: la squadra – Milanpress, robe dell’altro diavolo

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