Pochi innesti, al posto giusto. Questo è il desiderio di Stefano Pioli, espresso ieri attraverso i microfoni di Skrill, Premium Sponsor del Milan. Quindi sbagliato aspettarsi una rivoluzione in Casa Milan quest’estate, così come nomi altisonanti. La situazione economica del club rossonero non può essersi miracolosamente sistemata nel giro di pochi mesi e di conseguenza appare più credibile attendersi acquisti più low cost e duttili.
Si farà di necessità virtù, così come un anno fa. Dopo un inizio (per essere gentili) claudicante sotto la gestione Giampaolo, praticamente tutti i colpi della gestione (Boban e) Maldini si sono rivelati utili e soddisfacenti. Eccezion fatta per Theo Hernandez, il quale ha dimostrato di essere un crack già anche con il tecnico abruzzese. Anche i ritocchi invernali, con l’innesto dei veterani Kjaer e Ibra e la cessione di Piatek e Suso, si è rivelata vincente: due parametri zero (o quasi, con il danese riscattato per 3 milioni di euro) dentro, 50 e rotti milioni in saccoccia.
Se facciamo bene i calcoli, la scorsa estate con meno di 100 milioni i rossoneri si sono aggiudicati Theo appunto, poi Bennacer, Krunic, Leao e Rebic. Duarte è un caso a sé. Cinque tra i prospetti più interessanti della Serie A, nonché pilastri (Krunic a parte) del Diavolo versione post-lockdown, migliore squadra del segmento con 9 vittorie, 3 pareggi e nessuna sconfitta.
Dovrà essere bravo Pioli ad indicare, Maldini a cogliere le occasioni e Gazidis ad avallare le scelte, come quella di trattenere il mister ex Fiorentina sulla panchina milanista. Per questo motivo i nomi di Thiago Silva e Bakayoko possono rivelarsi qualcosa in più di un semplice desiderio di ricongiungimento. Perché con 20-25 milioni ti metteresti in casa due profili di esperienza, attaccati alla maglia ed esperti del campionato nostrano, i quali non possono che costiruire un ulteriore plus alla rosa. Con Dumfries e De Paul, per fare di nomi, si andrebbe a migliorare ulteriormente, sempre senza svenarsi. E poi basterebbe un altro regalino di Elliot, magari davanti, per fare la ricetta perfetta.

