giovedì, Maggio 26, 2022

MP Q&A – Carlo Pellegatti: “Tonali all’Inter o alla Juventus sarebbe brutta sconfitta per Elliott. Niente Nainggolan, in panchina…”

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Ospite della nostra consueta diretta Instagram, è stato quest’oggi Carlo Pellegatti, giornalista e telecronista da sempre al seguito del Milan, che ha trattato vari temi relativi al mondo rossonero.

Su Tonali: “Non so se arriverà o meno, ma spero che la dirigenza capisca l’importanza di un colpo come lui. Se vai coi soldi giusti dal Brescia e fai capire al ragazzo l’importanza del progetto, Tonali lo prendi. Avrebbe lo stesso significato dell’acquisto di Donadoni nell’86. Questo al netto del discorso tecnico-tattico, che è comunque importante. Se andasse all’Inter o alla Juventus sarebbe una brutta sconfitta. Tonali sarebbe importante per il fondo Elliott per trovare quei consensi che ancora non riesce ad ottenere, nonostante ogni giorno spenda nel Milan 250.000 euro. Il soprannome? E’ un po’ presto, bisogna vederlo giocare, ma sarebbe sicuramente un soprannome che onori la qualità ed il milanismo di Tonali“.

Sulle mosse di mercato: “Le possibilità di uno scambio Kessie-Nainggolan sono zero, mi sono informato ieri e non ci sono chance che il belga arrivi al Milan. Thiago Silva? Ha 35 anni, non penso sia un profilo per l’eventuale gegenpress di Rangnick. In ogni caso serve un giocatore forte che possa affiancare Romagnoli“.

Sui rinnovi “più caldi” in casa rossonera: “Per Romagnoli voglio pensare che ci sia il 100% di possibilità che rimanga, anche perchè in giro per l’Europa ci sono alternative scarsissime in quel ruolo. Per Donnarumma è molto difficile, dipende se lui vuole rinnovare e se arriveranno squadre con le offerte giuste. Ibrahimovic dipende dal colloquio con Gazidis, e da quali saranno i progetti che gli verranno presentati. Su Bonaventura ci sono pochi dubbi che andrà via“.

Sul futuro societario: “Dico sempre che è fondamentale che ci sia una catena corta di comando, al momento non si sa chi stia facendo il mercato del Milan. C’è troppa gente, serve un solo responsabile col suo staff“.

Capitolo allenatore: “Se arriva Rangnick, fa il ds e l’allenatore, altrimenti rimane Pioli. Una terza opzione sinceramente non la immagino: per Spalletti mi dicono zero possibilità, Allegri costa tanto e poi credo abbia il desiderio di andare al PSG (smentisco categoricamente le voci di contatti col Newcastle). Per Giampaolo attenzione all’Udinese“.

Sul titolo di un film che potrebbe descrivere il Milan attuale: “Non c’è un Milan di adesso ed un Milan del passato: per me il Milan sarà sempre “Da qui all’eternità” (film del 1953 di Fred Zinnemann, ndr)”.

La personale top-11 di Carlo Pellegatti: “Modulo 4-2-4: Rossi in porta, Tassotti-Nesta-Maldini-Baresi in difesa; Pirlo e Ancelotti in mediana; davanti Kakà, Van Basten, Nordahl e Sheva“.

Sui ricordi migliori e peggiori legati al Milan: “I più belli sono le Coppe dei Campioni in generale, non ce n’è una in particolare perchè ognuna ha un suo significato, forse la più forte è quella del 2003 con la Juventus sconfitta in finale e l’Inter in semifinale. Ricordo più brutto? La “Fatal Verona” del 1973“.

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