DONNARUMMA 6.5 – Quasi spettatore per 90′. Gli unici brividi sono la traversa colpita da Verdi su punizione (sulla quale comunque c’era) e la pressione di Zaza che lo mette in affanno con i piedi. Nel finale evita 6 minuti di sofferenza sventando miracolosamente un il tiro di Linetty deviato da Romagnoli.
CALABRIA 6.5 – Ormai una costante. Perfetto sulla destra, utile e operaio quando a causa della dipartita di Tonali si risposta il mezzo al campo, al fianco di Kessie.
KJAER 6.5 – Prova perfetta del centrale danese. Fa vedere i sorci verdi a Belotti, che non riesce a vedere palla grazie alla puntualità del vichingo rossonero. Bisogna dire, ad ogni modo, che la manovra del Toro è davvero poca roba.
ROMAGNOLI 6 – Senza sbavature, questa sera il capitano mette in campo una prestazione sicura e interessante dal punto di vista della regia dal basso. Voto striminzito, come per il collega, a causa della pochezza granata là davanti.
HERNANDEZ 6.5 – Si spegne nella ripresa, ma per tutto il primo tempo è un martello sulla sinistra. Vince il duello con il temibile Singo e costa il giallo a Rincon – che non può far altro che stenderlo – sull’azione del gol.
TONALI 6 – Dopo la sciagurata prova di Benevento, scende in campo con un altro piglio e prova a prendere in mano la squadra con carattere. Ad interrompere la buona partita un’entrata dura di Verdi che, inizialmente, l’arbitro Maresca aveva valutato fallo (e rigore) proprio dello stesso Tonali. Sfortunato (dal 53′, DALOT 6).
KESSIE 7 – Inesauribile. Se la squadra, priva di numerose pedine fondamentali, riesce a mantenere un certo equilibrio è certamente tanto merito del centrocampista ivoriano, che gioca a tutto campo e interviene spesso e volentieri a colmare i buchi dei difensori. Poi, ormai cosa quasi scontata, insacca dal dischetto il quarto rigore stagionale, sigillando il risultato.
CASTILLEJO 5.5 – Comincia bene, mostrandosi propositivo e dinamico, ma come spesso gli accade nel corso del match si perde nei dettagli e manca in diverse occasioni l’ultimo passaggio.
DIAZ 7 – Hola Brahim! Ecco il folletto visto nelle prime uscite con la maglia del Milan: controllo, dribbling, assist… il ruolo da cucitore di reparti gli calza a pennello. Manda in rete Leao e si guadagna (anche un po’ egoisticamente) il discusso rigore del 2-0. Esce anzitempo per un affaticamento (dal 55′, CALHANOGLU 6).
HAUGE 5.5 – Compitino per il norvegese, che come nella gara contro la Juventus si dimostra timido e impacciato. Si mette in proprio solo una volta nel primo tempo provando la sua giocata distintiva, ma da un ragazzo che – pronti via – aveva segnato 3 reti in appena 180′ spezzetttati, ci si aspetta un impatto più incisivo (dall’82’, MALDINI s.v.).
LEAO 6.5 – Compare e scompare, è Leao! Disputa un primo quarto d’ora snervante, smepre fuori dall’azione. Poi si sveglia, segna e strappa, collaborando alla manovra offensiva. Nel secondo tempo perde lucidità e dentro l’area sbaglia in più occasioni la giocata. Prende un giallo (più che discutibile) nel finale che gli costa la squalifica contro il Cagliari (dall’82’, IBRAHIMOVIC s.v.).
PIOLI 6.5 – Imbastisce una formazione d’emergenza con una rosa orfana – oltre ai già noti- anche dell’acciaccato Calha. In una sfida dalle mille insidie, la squadra risponde subito presente e va al riposo in vantaggio di due reti, permettendosi di gestire la ripresa. Unica nota negativa, i troppi ammoniti nonostante la partita praticamente al sicuro e la squalifica di Leao.


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