Le pagelle di Milan-Genoa: croce e delizia Tomori, salva il Milan con Kjaer sul gong. Rebic spreca il bis, Calha-no(glu)

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DONNARUMMA 6 – Chiamato in causa poche volte, perlopiù da Destro, risponde sempre presente, tranne che in occasione del gol dove non può comunque nulla.

KALULU 6 – Partita ordinata, senza particolari lampi nonostante qualche iniziativa di personalità nel momento più difficile del match (dal 62′, DALOT 6).

TOMORI 6 – Croce e delizia: l’errore in occasione del gol di Destro è macroscopico e quasi decisivo; in pieno recupero salva miracolosamente sul tapin di Behrami. Per il resto, la sua prova è attenta come sempre.

KJAER 6.5 – Un po’ meno impeccabile rispetto al solito, alla fine ci mette lo zampino con il gambone sulla linea nei secondi finali. Ci prova anche davanti, con un’incornata sull’1-1 che esce di centimetri.

BENNACER 6 – Segnali di ripresa nonostante qualche pallone perso di troppo. La sua luce in mezzo al campo è stata l’arma in più dei primi tre mesi di questa stagione e serve ritorni splendente al più presto per raggiungere l’obiettivo (dal 73′, TONALI 6).

KESSIE 6 – Meno “presienziale” rispetto a quanto fattoci vedere nelle scorse 30 partite, rimane comunque impossibile mettere il francese dietro la lavagna. Tira un po’ il fiato.

SAELEMAEKERS 6.5 – Viene sostituito nel momento migliore probabilmente, pochi minuti dopo un’assistenza pregevole col tacco per Rebic, che però spara alto da posizione a dir poco invitante. Cambio inspiegabile, soprattutto dopo aver visto l’approccio di Brahim Diaz, che non ha apportato nessun plus alla manovra offensiva del Milan (dal 62′, DIAZ 5.5)

CALHANOGLU 5 – Oggi in versione grigia. Il turco non illumina, addirittura sporca la trama offensiva negli ultimi metri commettendo numerosi errori in occasione dell’ultimo passaggio (dall’88’, KRUNIC 5.5).

REBIC 6.5 – Primo tempo importante e coraggioso quello dell’esterno croato, che trasforma in oro una palla sporca con una bordata in volé che mette i rossoneri davanti dopo 14′. Nella ripresa, nonostante il proverbiale sacrificio, fallisce un gol facile facile, che avrebbe risparmiato minuti di apprensione.

LEAO 5.5 – La prima scusante è che quello di centravanti, si è ormai capito, non è proprio il suo ruolo. La seconda è che nonostante il vantaggio, il Milan nel primo tempo si spegne e produce veramente poco. Ad ogni modo resta una prestazione molle, spenta, appannata. Quella che Pioli aveva scongiurato alla vigilia (dal 62′, MANDZUKIC 5.5).

PIOLI 6 – Ottiene una vittoria fondamentale, sporca ma utilissima ai fini dell’obiettivo “quarto posto”. Nonostante i 3 punti, preoccupano la scarsa brillantezza della squadra – nei suoi singoli, ma anche a livello di manovra collettiva – e il balck-out accusato dopo la rete del vantaggio di Rebic. Discutibili le sostituzioni di Kalulu e Saelemaekers, fino a quel momento tra i migliori in campo.

PIOLI 6 – Ottiene una vittoria fondamentale, sporca ma utilissima ai fini dell’obiettivo “quarto posto”. Nonostante i 3 punti, preoccupano la scarsa brillantezza della squadra – nei suoi singoli, ma anche a livello di manovra collettiva – e il balck-out accusato dopo la rete del vantaggio di Rebic. Discutibili le sostituzioni di Kalulu e Saelemaekers, fino a quel momento tra i migliori in campo.

PIOLI 6 – Ottiene una vittoria fondamentale, sporca ma utilissima ai fini dell’obiettivo “quarto posto”. Nonostante i 3 punti, preoccupano la scarsa brillantezza della squadra – nei suoi singoli, ma anche a livello di manovra collettiva – e il balck-out accusato dopo la rete del vantaggio di Rebic. Discutibili le sostituzioni di Kalulu e Saelemaekers, fino a quel momento tra i migliori in campo.

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