Le pagelle di Lazio-Milan: horror Orsato, Tomori lo segue. Bocciato l’attacco, Gigio e Kessie “limitano” i danni

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DONNARUMMA 6.5 – Subisce 3 gol, ma ne evita altri due salvando su Immobile e Correa.

CALABRIA 6 – Disputa una buona gara al rientro, generoso e anche propositivo. Ovviamente da un convalescente non ci si può aspettare di più (dal 69′, DALOT 6).

KJAER 5.5 – La linea difensiva oggi subisce tanto, troppo la verticalità della Lazio. E anche il danese ha le sue responsabilità (dal 73′, ROMAGNOLI 5.5).

TOMORI 4.5 – Dopo Orsato, il peggiore in campo. Correa lo fa impazzire e si porta sulla coscienza tutti e tre i gol biancocelesti.

HERNANDEZ 5 – Che fine ha fatto Theo? Il terzino che per un anno e mezzo ha fatto impazzire i tifosi rossoneri e non solo sembra la copia spenta, sbiadita di se stesso. Oltre a non spingere, sbaglia una marea di appoggi elementari, complicando la vita a tutto il reparto difensivo.

BENNACER 5 – La scusa dell’infortunio ormai non regge più. Il geometra illuminato e stacanovista si mostra come un operaio stanco e poco lucido di ritorno dal cantiere. Oltre allo strapotere di Franck, servono le idee e lui non le sta mettendo in campo (dal 69′, TONALI 6).

KESSIE 6 – In mezzo al campo è l’unico a tener botta al duo Luis Alberto – Milinkovic Savic. Anche nel finale di gara con un colpo di testa prova a salvare la faccia del Milan, ma si stampa sulla traversa. Die hard.

SAELEMAEKERS 6 – Inspiegabile, come in occasione della sfida contro il Genoa, la sua sostituzione nel momento migliore. Spesso pecca di qualità e coraggio (come al 65′, quando non calcia da ottima posizione per servire Rebic), ma dalla trequarti in su è l’unico a provarci (dal 63′, DIAZ 5.5).

CALHANOGLU 5 – Bocciato. Nonostante manchino all’appello almeno tre falli netti ai suoi danni – come quello che poi propizia il raddoppio di Correa – manca il guizzo, l’invenzione. Negli ultimi 25 metri troppi errori.

REBIC 5 – Dopo Tomori, il peggiore. Spaesato, è impalpabile sia come esterno sia come seconda punta, al fianco dell’isolato Mandzukic.

MANDZUKIC 5.5 – L’attenuante si può trovare nell’evidente isolamento che i suoi compagni di squadra gli dedicano. Rispetto a Leao, che lo rileva, garantisce quantomeno un punto di riferimento per la squadra e prova a pungere con l’esperienza e la forza fisica, nonostante la condizione ottimale sia ancora un miraggio (dal 63′, LEAO 5).

PIOLI 5 – Non ha colpe se Tomori stasera scende in campo convinto di dover fare una scampagnata, né se Orsato decide di fischiare a sfavore tutto ciò che gli capiti, ma concedere alla Lazio – la squadra che insieme all’Inter in Serie A fa della ripartenza la sua arma migliore – tutta questa verticalità è un errore madornale. Chiede coraggio si dalla viglia, ma un approccio più guardingo e serrato sarebbe stato certamente più redditizio.

ORSATO 3 – La decisione di non annullare il raddoppio di Correa entra di diritto nella top 5 delle interpretazioni più inspiegabili dall’introduzione del VAR. Oltre al macro-episodio, che inevitabilmente condiziona la partita, opta per un arbitraggio “all’inglese”… ma da una parte sola, sanzionando invece qualsiasi contrasto tentato dai rossoneri. Due pesi due misure, che in questo delicatissimo momento dell’anno rischia di fare davvero male. Al Milan e al campionato.

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