HomePrimo PianoÈ ora, la società deve fare la differenza

È ora, la società deve fare la differenza

Ecco, questo è proprio il momento in cui una vera grande societá fa la differenza. Troppo facile appuntarsi al petto le medaglie della squadra quando vince e stupisce. Troppo comodo parlare di stadio e di futuro quando si inanellano stagioni deludenti una dopo l’altra. Ci sono invece momenti in cui una società deve far sentire forte, anzi fortissima la sua presenza. E i momenti in questione sono proprio come quello che sta vivendo il Milan. Non il momento dei bilanci o dei programmi, quelli li sanno fare tutti. Ma il momento della presenza, dell’intervento mirato e della bussola da seguire quando ci si trova in mezzo al mare in tempesta. Ecco, mi aspetto che la società rossonera in questo momento intervenga e faccia da bussola allo staff tecnico e al gruppo dei giocatori. Siamo nel clou della stagione e la squadra sta sbandando pericolosamente. Anzi, domenica, con la sconfitta nel derby, i giocatori, evidentemente spremuti dal punto di vista fisico ma soprattutto nervoso, hanno avuto la percezione chiara che il sogno scudetto è svanito. La vittoria e l’allungo dell’Inter è un messaggio chiaro a tutto il campionato: difficilmente Conte se lo lascerà sfuggire. È innegabile che Ibra, i suoi compagni e tutti i tifosi, fino alle 15.05 di domenica ci hanno creduto e ci credevano. Adesso nessuno ci crede più. Ed è proprio qui che la società deve intervenire. È questo il momento chiave della stagione in cui i dirigenti devono restituire importanza e rilievo al vero obiettivo della stagione del Milan, che è il ritorno nelle prime quattro del campionato e quindi il ritorno in Champions League. Questo traguardo che manca da 8 lunghissimi anni è l’unica strada per tornare pian piano nel calcio che conta e per ricominciare ad intraprendere un percorso virtuoso anche dal punto di vista economico. È dunque essenziale che la società faccia capire alla squadra che questo è il vero obiettivo e che non deve essere vissuto come il “ripiego” del mancato scudetto. Finchè la squadra non avrà chiaro in testa per che cosa deve giocare e per quale obiettivo deve tornare a lottare con coraggio e spregiudicatezza su ogni pallone e in ogni centimetro di campo, il Milan non riuscirà a lasciarsi alle spalle questo momentaccio. Indubbiamente la sconfitta contro i cugini pesa. E il fatto che vinceranno loro il tricolore pesa di più. Ma non deve essere vissuta come un fallimento, bensì come una tappa di un percorso di crescita tecnica ed economica nel quale l’Inter, che si voglia o no, è più avanti rispetto ai rossoneri. Questo deve far capire la società che deve dimostrarsi ora più che mai compatta e unita nel perseguire l’obiettivo. Da questo punto di vita, oltre a Maldini e Massara, che si sono recati a Milanello per recapitare questo messaggio alla squadra e che sono stati rapidi e lucidi nel comprendere subito il momento, mi sarei aspettato anche la presenza di Gazidis, per testimoniare anche la vicinanza della proprietà a Pioli e ai suoi ragazzi. La settimana scorsa era stato proprio il dirigente sudafricano a fare il pavone con la coda costruita in un anno da Ibra, Maldini e Pioli e adesso, dopo due sconfitte in due partite, è tornato nell’ombra. Ora più che mai c’è bisogno di una società unita e presente, nei fatti più che nelle parole. Ci vuole una società che compia passi decisi e decisivi nei rinnovi di contratto più dolorosi e spinosi, cioè quelli di Donnarumma e Calhanoglu. Il messaggio di incertezza che viene inviato posticipando costantemente l’appuntamento con i due rinnovi hot non fa certo bene alla squadra e all’ambiente. Cosiccome, che piaccia o no, è assolutamente intollerabile quello che si sta delineando intorno alla vicenda Ibra-Sanremo. È inaccettabile che di fronte a un unicum nella storia del calcio, cioè al fatto che un calciatore professionista si dedichi a fare il conduttore tv durante una settimana di pieno svolgimento dell’attività agonistica, la società non abbia ancora preso una posizione ufficiale. E’ incredibile che finora, l’unico a fornire dettagli pubblici sulla presenza dello svedese in Riviera sia stato Amadeus e non la società legata a Ibra da un lauto contratto annuale come calciatore, non come show man. Al di lá di quanti giorni stará Ibra a Sanremo e di come farà conciliare i suoi impegni da calciatore professionista, come farà a preparare due partite a Milano e Verona viaggiando di notte sull’autostrada più trafficata e “interrotta” d’Italia, una vera grande società non può permettersi una figura del genere. E siccome contano i fatti, ma i danni li fanno anche le parole, forse proprio Gazidis si sarà pentito di aver definito Ibra 10 giorni fa “un’eccezione a tutte le regole”. Lo svedese lo ha preso in parola. Ma in questo modo gli equilibri di un gruppo rischiano di saltare per aria. Non so come la società verrá fuori da questa colossale figuraccia di Ibra a Sanremo, ma mi auguro che da questa settimana fino alla fine della stagione faccia sentire maggiormente la sua presenza alla squadra. Sarebbe davvero un peccato vanificare una stagione così straordinaria per 6 mesi. E l’unico modo per non vanificarla è raggiungere questo benedetto quarto posto. E magari vivere con spensieratezza e sfrontatezza l’Europa League, proprio come il Milan aveva vissuto la prima parte della stagione. E chissà mai che un trofeo non possa arrivare già quest’anno? Siamo contenti del fatto che Maldini e Massara abbiano subito provato a rimettere il Milan sui binari giusti, dispiace che Gazidis non abbia ancora capito che cosa deve fare un bravo dirigente calcistico.

Gli consigliamo in ogni caso di seguire le indicazioni di monumenti rossoneri come Sacchi e Capello, ma di non leggere nè ascoltare i consigli di Mirabelli che, in meno di un anno, insieme al sodale Fassone, è riuscito a fare molto peggio e a spendere molto di più dei dirigenti che ultimamente si diletta a criticare.

Chiudiamo con un piccolo dettaglio legato al riassetto nell’azionariato rossonero in Lussemburgo che risale alla scorsa settimana. Alcuni media parlano di “trasparenza”, ma in realtà nella definizione dei processi decisionali all’interno del club figura una grande contraddizione. SCOPRITE quale nel nuovo servizio di Cristiano Ruiu TV: https://youtu.be/4nCnkKhGZ3E

Milan: Ivan Gazidis - Milanpress, robe dell'altro diavolo
Milan: Ivan Gazidis – Milanpress, robe dell’altro diavolo

Altre notizie

Il Milan non molla la presa per Iriè del Dijon, ma ora c’è un ostacolo a rallentare la trattativa

Il primo tentativo è fallito ma il Milan non ha intenzione di mollare la...

MP EURO 2024 – Milan, un talento al giorno: la Slovenia e il perno di centrocampo

Dodicesimo giorno dell'avventura in terra tedesca. Il campionato europeo è arrivato alle battute finali...

Euro 2024, in campo Francia-Polonia e Olanda-Austria: titolari Maignan, Theo Hernandez e Reijnders

Alle 18.00 il calcio d'inizio delle due partite del gruppo D di Euro 2024,...

Euro 2024, quanti rossoneri in campo oggi! Quattro di questi previsti nelle probabili formazioni

È la giornata del Milan in merito ai giocatori che tra le 18 e...

Ultim'ora

Il Milan non molla la presa per Iriè del Dijon, ma ora c’è un ostacolo a rallentare la trattativa

Il primo tentativo è fallito ma il Milan non ha intenzione di mollare la...

MP EURO 2024 – Milan, un talento al giorno: la Slovenia e il perno di centrocampo

Dodicesimo giorno dell'avventura in terra tedesca. Il campionato europeo è arrivato alle battute finali...

Euro 2024, in campo Francia-Polonia e Olanda-Austria: titolari Maignan, Theo Hernandez e Reijnders

Alle 18.00 il calcio d'inizio delle due partite del gruppo D di Euro 2024,...