Quando due anni fa David Odogu sollevò il Mondiale U17 con la Germania, alcuni media tedeschi lo ribattezzarono addirittura “il futuro Beckenbauer”. Un’etichetta pesante per un ragazzo che oggi ha appena 19 anni e che in estate il Milan ha scelto di acquistare dal Wolfsburg per una cifra importante: 7 milioni più 3 di bonus. Un investimento mirato, in chiave futura, che però finora non ha trovato sbocchi concreti in campo.
Odogu, un’eccezione nella rosa rossonera
A ridosso del Natale, Odogu si ritrova in una situazione inattesa: è infatti l’unico giocatore di movimento del Milan a non aver ancora disputato un minuto in Serie A. L’unico altro calciatore senza presenze è Torriani, ma si tratta del terzo portiere, regolarmente impiegato nella seconda squadra.
Odogu, invece, qualche convocazione l’ha ottenuta — tre, per la precisione — e ha anche fatto il suo debutto con il Diavolo in Coppa Italia, subentrando negli ultimi dodici minuti del match vinto 3-0 contro il Lecce nei sedicesimi. In campionato, però, resta fermo ai blocchi di partenza.
Difesa a tre e rosa corta: perché Allegri non lo ha utilizzato
La situazione, riferisce La Gazzetta dello Sport, sorprende anche alla luce delle scelte di Massimiliano Allegri, che continua a schierare una difesa a tre con soli cinque centrali di ruolo a disposizione: Tomori, Gabbia e Pavlovic come titolari, più De Winter e lo stesso Odogu.
Quando è servito un cambio o una rotazione minima, il tecnico ha sempre preferito De Winter, talvolta con risultati rivedibili. Un dato che evidenzia in modo netto la posizione del tedesco nelle gerarchie dello staff tecnico.
L’ipotesi prestito prende quota
Alla luce del suo scarso impiego, è logico immaginare che il club possa valutare una cessione in prestito a gennaio, così da garantirgli minuti e continuità nella seconda parte di stagione. Odogu, infatti, ha accumulato esperienza con le selezioni giovanili tedesche — nel 2023 ha vinto sia Europeo che Mondiale U17 — ma è ancora “a digiuno” a livello di club. Al Wolfsburg ha collezionato appena tre presenze in prima squadra, un dato che spiega la prudenza di Allegri nel lanciarlo nei momenti caldi delle partite.
Un talento da formare, ma anche una riflessione sulla costruzione della rosa
Il giovane centrale resta un profilo interessante ma ancora acerbo, chiamato a migliorare soprattutto negli aspetti tattici e nelle letture difensive: elementi fondamentali nella linea di Allegri, che richiede tempi perfetti, sincronismi e massima attenzione.
La sua situazione apre però anche un discorso più ampio: in una rosa con soli 19 giocatori di movimento, può permettersi il Milan di avere elementi non pronti all’uso, ma solo prospetti futuribili? Una domanda che la società potrebbe trovarsi a valutare già nel mercato invernale.


