Ma diamo un’occhiata alla scheda di Andoni Iraola: lancia i giovani, fa divertire…ma va aspettato

Ma quanto era bravo Andoni Iraola da calciatore? Una vera e propria leggenda dell’Athletic Bilbao, capace di superare le 500 presenze in un Club che fa della lealtà il proprio vanto. Un finalista di Europa League, un ex Nazionale spagnolo negli anni delle grandi vittorie iberiche. Un terzino che sapeva spingere e aveva leadership già in campo. Con un background così, una carriera di livello come allenatore era probabile. Di sicuro non certa. 

DA MILAN? PRESTO PER DIRLO

Ma passando a quello che ci interessa. La sua vita da giocatore è stata di livello, quella da tecnico deve ancora iniziare per davvero. A soli 43 anni, Iraola è praticamente già al top del suo gioco con esperienze eccezionali tra Rayo Vallecano e Bournemouth. Ma tornando indietro…

Dalla scuola Bielsa (perché era proprio il Loco l’allenatore dei baschi ai tempi) ha imparato praticamente subito. Inizia il suo nuovo mestiere nel 2018, all’AEK Larnaca, e vince subito la Supercoppa locale. Passa per il Mirandes in Segunda e impressiona Vallecas, a Madrid, per aver portato la società di Burgos da neopromossa a metà classifica. Il tutto senza esperienza. 

Nel Rayo ottiene subito una promozione ai play-off e inizia a creare nel giro di tre stagioni una società solida, una sorta di Sassuolo di Spagna: nessun vero campionissimo, ma quando la squadra gira è pericoloso giocare nell’impianto che tutt’oggi resta quasi un quartiere di seconda fascia nella capitale (e la finale di Conference League che si disputa tra pochi giorni è anche merito della sua costruzione). Nei due successivi anni resta a metà classifica, riuscendo a portare in rosa icone come Radamel Falcao ma lanciando pedine ancora presenti come Nteka, Isi e Camello.

Si lascia con emozioni positive da La Liga per fare il passo in Premier League…e fa benissimo con il Bournemouth. I rossoneri (ma tu guarda!) se lo assicurano nel 2023 passando da 15° a, in successione, 12°/9° e 6°. Proprio quest’anno, Iraola ha fatto la storia delle Cherries portandole per la prima volta in Europa League. Dire che ha fatto miracoli è poco, ma andiamo a controllare quali fenomeni dell’oggi e del domani ha lanciato in Inghilterra: si contano Semenyo, Zabarnyi, Kerkez, Ouattara, Solanke, Huijsen, e anche quell’Alex Jimenez che conosciamo. Occhi aperti su Kroupi e Rayan.

BASE BUONA, MA DATEGLI TEMPO! 

Il suo calcio è quello che sta praticamente facendo successo ovunque. Somiglia parecchio a Fabregas e Alonso, connazionali ed ex compagni. Ha ideali aggressivi offensivamente, piena dinamicità su tutte le linee del campo, verticalizzazione e giocabilità anche in fase difensiva. Proprio quello che sta cercando il Diavolo per rinascere.

Vorrà far divertire i tifosi e i giocatori, vorrà valorizzare i giovani per un interesse societario. Iraola è l’uomo giusto? Nella teoria sì, nella pratica è tutto da vedere. Occhio all’ambiente da mal di pancia che è quello meneghino: vincere è la priorità del momento, ma serve la pazienza nel voler fare un percorso su più anni. Si accettano errori, per una volta.

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