Dentro o fuori. Se entro il 10 novembre 2025 Milan e Inter dovranno aver acquistato lo stadio Giuseppe Meazza per evitare l’imposizione del vincolo sul secondo anello, entro il 28 febbraio 2027 dovranno essere partiti i lavori per il nuovo stadio San Siro. Questa è la condizione affinché l’accordo siglato tra Comune di Milano, Inter e Milan potrà essere duraturo.
Nuovo stadio San Siro: la data decisiva
Il 28 febbraio 2027 è la data ultima scelta dalle parti come deadline per l’inizio dei lavori ed è stata messa nero su bianco nei documenti firmati e approvati con delibera dalla giunta comunale nella giornata di ieri. Qualora ciò non dovesse accadere, il contratto potrà essere risolto.
Se le cause non saranno imputabili ai club, Milan e Inter avranno diritto alla restituzione degli importi versati fino ad un massimo di 20 milioni di euro e dovranno riconsegnare lo stadio e le aree limitrofe, ma non corrispondere al Comune alcun importo per l’utilizzo dell’impianto per i primi due anni successivi della convenzione per l’uso.
Qualora invece le cause saranno imputabili ai club, Milan e Inter avranno un rimborso del corrispettivo versato, al netto dell’importo che avrebbero dovuto corrispondere al Comune per il godimento dell’impianto, ma non avranno diritto ad alcun rimborso spese e dovranno corrispondere al Comune una penale di 20 milioni di euro.
Cosa dicono i documenti
Quali sono le condizioni da soddisfare? Come riportato da Calcio e Finanza, ecco i punti che possono essere letti nei documenti.
“a) l’approvazione da parte del Comune di Milano della convenzione quadro e della convenzione attuativa per lo sviluppo della GFU San Siro;
b) l’approvazione del progetto definitivo di costruzione del nuovo stadio all’interno della GFU San Siro, compresa la parziale conservazione dell’attuale Meazza e la ricollocazione del tunnel Patroclo;
c) il decorso del termine di 120 giorni dall’ultimo giorno di pubblicazione sull’albo pretorio del Comune di Milano della deliberazione che approva la convenzione quadro e il progetto di cui rispettivamente alle precedenti lettere (a) e (b) senza che siano stati promossi ricorsi avverso tale deliberazione e/o i documenti con essa approvati;
d) la circostanza che non sussistano fatti o eventi che possano pregiudicare la realizzabilità del progetto fra i quali: (i) imposizione da parte della Soprintendenza o di qualsiasi altra Autorità di un parere, ordine, vincolo, limitazione o simili che impediscano la parziale conservazione dello Stadio Meazza e/o modifiche al PGT che possano incidere sul DOCFAP con un aggravio economico pari o superiore a 5 milioni di euro; (ii) la sussistenza di eventuali contenziosi, anche sollevati antecedentemente alla vendita, non risolti in via definitiva alla scadenza del termine della condizione.
Tuttavia, ava anche sottolineato come siano previsti due termini di 12 e successivi altri 12 mesi per fare sì che si realizzino circostanze essenziali (rilascio permessi, atti amministrativi, ecc.) o non si verifichino circostanze ostative al corretto sviluppo del procedimento amministrativo prodromico alla realizzazione delle opere previste“.



[…] giornata di ieri la giunta comunale ha approvato la delibera relativa alla vendita di San Siro e delle aree circostanti a Inter e Milan. Da domani il documento di oltre 150 pagine farà il giro […]