Una rivoluzione totale per vincere, subito. C’era e c’è ancora il Milan del progetto giovani, ma da quelli arrivati oggi (Chukwueze, Musah, Okafor) ci si aspetta un impatto più immediato rispetto a quello avuto nel 2019 dai vari Leao, Bennacer e Theo Hernandez. D’altro canto sono cambiati i tempi, i risultati e la situazione economica del club. Chi non è cambiato, dall’ottobre 2019, è Stefano Pioli.
Sarà lui a cercare di far incastrare alla perfezione i nuovi, proprio come ha fatto in questi anni. Come sottolinea oggi il Corriere dello Sport, in due mesi c’è stato un ribaltamento incredibile a partire della dirigenza (Maldini e Massara), passando per il campo (Tonali e Ibrahimovic) e arrivando allo staff, da prima squadra (Roberts per Roma nello staff dei portieri) a settore giovanile (addio di Carbone). È stata nel frattempo rimessa in funzione la struttura di MilanLab e si è conclusa la collaborazione con Andrej Milutinovic, preparatore di fiducia di Brozovic.
A Stefano Pioli l’arduo compito di ottenere un rendimento all’altezza delle aspettativa, con due rischi secondo il quotidiano romano: il calendario tosto e il centrocampo totalmente nuovo. Il nuovo Milan sta nascendo: 15 giorni e si vedranno i primi veri passi in quel del Dall’Ara di Bologna.


