In casa Milan sono in corso i lavori parziali di rifacimento della rosa, che ha visto perdere alcuni elementi che in questi anni sono stati importanti, come Tijjani Reijnders e Theo Hernández, al netto di alcuni passaggi a vuoto nel corso, soprattutto, della passata stagione.
Dopo aver chiuso con successo gli affari legati a Samuele Ricci e Luka Modric, che daranno un nuovo volto al centrocampo rossonero, il Diavolo è ancora alla ricerca di nuovi innesti per completare la rosa a disposizione di Massimiliano Allegri. Il tecnico livornese, tornato sulla panchina, sta lavorando attualmente con i ragazzi presenti in organico, ma ci si aspetta – non tropo tardi – qualche colpo, soprattutto nel ruolo di terzino, destro e sinistro, ma anche in mediana.
È proprio su questa onda lunga legata ai possibili nuovi arrivi, che i media, giornali, tv e quant’altro, spingono i titoloni (e gioco-forza) anche il mondo dei social, utilizzando troppo facilmente una parola: erede. Il Milan sta lavorando per assicurarsi il centrocampista Ardon Jashari, che – seppur abbia caratteristiche diverse – spesso viene identificato come l’erede di Tijjani Reijnders.

Lo stesso vale, analogamente, per Pervis Estupiñán. Il terzino sinistro del Brighton, che dovrebbe arrivare in rossonero per una cifra tra i 17 e i 19 milioni di euro, vive già con il peso sulle spalle per essere l’erede di Theo Hernandez. È chiaro e basilare un concetto: anche in virtù di ciò che ha potuto rappresentare la figura di Theo, resta da considerare quanto ogni giocatore abbia caratteristiche diverse.
Designare l’erede, con questa facilità – peraltro – rischia soltanto di creare una pressione esagerata su un singolo. A maggior ragione se si tratta di un giocatore che ricoprirà lo stesso ruolo (lasciato orfano da chi è stato amato dai tifosi) e che dovrà adattarsi alla Serie A, seppur arrivi – nel caso di Estupiñán – da un campionato come la Premier League. Per farla breve, lo ripetiamo ancora: non chiamateli eredi.


