Quando parla Deschamps c’è sempre qualche spunto da cogliere. È un allenatore che tendenzialmente dice quello che pensa e si esprime piuttosto liberamente. D’altra parte può permetterselo, in Francia è un’istituzione calcistica avendo vinto Mondiale ed Europeo da giocatore, Mondiale e Nations League da selezionatore.
Dopo la sfida di qualificazione contro l’Islanda di ieri sera, ai giornalisti de L’Equipe ha espresso un pensiero su Nkunku: “ha la qualità di rimaner zen davanti alla porta. Non è però al massimo della forma perché al Milan ha avuto pochi minuti”.
Sul potenziale del ragazzo non c’è nulla da dire, sappiamo bene che se non avesse avuto l’infortunio grave prima di Qatar 2022, staremmo parlando di un calciatore da massimi livelli internazionali. La chiamata della nazionale transalpina e il gol, gli danno una spinta a provare a tornare a quei livelli.
C’è tuttavia una tematica tattica dietro al suo rendimento che va considerata. Les Blues giocano 4231, ad oggi probabilmente il modulo che va più incontro alle sue caratteristiche, agendo da esterno alto mancino.
Nel Milan allegriano, da seconda punta abbiamo visto spesso l’indole di partir da sinistra, così come Leao e Pulisic peraltro. Altra opzione naturalmente sarebbe quella di giocare da attaccante e lì il principale concorrente invece è Gimenez.
Chiaro dunque che il minutaggio accennato da Deschamps è un fattore concreto che può pesare su prestazioni e statistiche. Fin qui Allegri non ha fatto variazioni di sistema in gare ufficiali, ma la stagione è appena iniziata. Sicuramente Nkunku è un valore aggiunto di questo Milan ed è nell’interesse di tutti esaltarne il talento. La sensazione è che si tratti di un ragazzo serio che potrà dar tanto. Probabilmente la miglior collazione in rossonero è ancora da trovare.


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