Il Milan perde 2-1 a Napoli nel posticipo domenicale della trentesima giornata: al “Maradona” non riesce la rimonta ai rossoneri, che nel secondo tempo avrebbero anche meritato il pareggio.
Napoli-Milan, primo tempo
Conceiçao cambia quattro uomini rispetto alla vittoria di due settimane fa contro il Como: Pavlovic, Fofana, Joao Felix e Abraham vengono preferiti rispettivamente a Thiaw, Musah, Leao e Gimenez. Conte ritrova dal primo minuto Neres, ma perde McTominay, messo fuori causa da una sindrome influenzale: al suo posto a centrocampo c’è Gilmour. La partita si mette subito in salita per il Milan, che dopo 62 secondi è già in svantaggio: lancio lungo di Di Lorenzo per Politano, che scatta alle spalle di Theo Hernandez, arriva al limite dell’area resistendo al rientro di Pavlovic e lascia partire un sinistro rasoterra che non lascia scampo a Maignan. Il Milan prova a reagire al decimo con un’azione manovrata che libera al cross dalla destra Walker, che mette in mezzo dove Abraham non riesce a girare verso la porta.
Al quarto d’ora, occasione per il Napoli: su un’azione da corner, la palla arriva per Politano che tenta un tiro dal vertice destro dell’area, ma la palla diventa un assist per Anguissa che di istinto ci mette il tacco mandando a lato non di molto. Passano quattro minuti e i padroni di casa raddoppiano: Buongiorno anticipa Abraham e appoggia per Gilmour, il cui filtrante trova Lukaku tutto solo davanti a Maignan, complice il pessimo posizionamento difensivo di Walker; il belga calcia strozzando il pallone, che però beffa il portiere rossonero. Il Napoli insiste e due minuti dopo va alla conclusione con Anguissa, alzata in angolo da Maignan. Il Milan, molto impreciso in fase di impostazione, non riesce a imbastire una reazione, ma nell’unico minuto di recupero beneficia di una punizione interessante dai venti metri: schema complicato a liberare al tiro Reijnders, murato dalla barriera. Si va al riposo, dunque, con il Napoli meritatamente avanti di due reti.
Napoli-Milan, secondo tempo
Come già successo parecchie altre volte in stagione, Conceiçao prova a risollevare la squadra con i cambi all’intervallo: Leao entra al posto di Bondo, con Reijnders che scala in mediana accanto a Fofana e Joao Felix seconda punta. Nemmeno l’ingresso del portoghese ravviva un Milan sconclusionato e in balia del giro palla del Napoli, e allora al decimo Conceiçao opera altri due cambi: dentro Chukwueze e Gimenez al posto di Joao Felix ed Abraham. Subito dopo, grande azione di Leao, che salta due uomini come birilli, ma al momento della conclusione strozza il sinistro mandando a lato. E’ ancora più ghiotta l’occasione che capita a Gimenez tre minuti dopo, con il messicano che da ottima posizione spara alto il sinistro. Al ventesimo, è Pavlovic a provarci dai venticinque metri, ma Meret si distende e blocca. Tre minuti dopo, calcio di rigore per il Milan per atterramento di Theo Hernandez da parte del neoentrato Billing: alla battuta, anzichè il rigorista Pulisic, va Gimenez, che calcia malissimo, con Meret che intuisce a addirittura blocca il pallone.
A dieci dal novnatesimo, Conceiçao ultima i cambi, mandando in campo anche Jimenez e Jovic per Walker e Pulisic. Subito dopo, ancora conclusione dalla media distanza di Pavlovic, Meret alza in angolo. Tre minuti dopo, altro tentativo dalla distanza, stavolta di Reijnders, alto. Al minuto 84, il Milan accorcia le distanze: Leao premia la corsa di Theo Hernandez, cross basso del francese per Luka Jovic, che da due passi insacca. Conte, intanto, si copre, inserendo, tra gli altri, anche Juan Jesus e Mazzocchi e schierando i suoi con una sorta di 6-2-2. Il Napoli è ormai alle corde, ed il Milan spinge alla ricerca quantomeno del pareggio: l’arbitro concede cinque minuti di recupero, pochi in considerazione delle tante interruzioni della ripresa. Nel terzo, il Milan va a centimetri dal pareggio, con un tiro di Jovic che sibila il palo alla sinistra di un Meret immobile. Il Diavolo esce, così, sconfitto da Napoli, complice un primo tempo di rara bruttezza, che una pur buona ripresa non è riuscito a raddrizzare.



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