Rúben Amorim, a San Siro, ha fatto tantissime cose tranne indovinare la formazione. Durante Milan-Benfica 0-2 di Europa League, l’ex Sporting è rimasto spesso in ginocchio davanti alla sua panchina, seguendo da quella prospettiva privilegiata i movimenti della squadra. Poi si è seduto lasciando il compito di dare indicazioni al suo secondo, Carlos Fernandes. Una staffetta in panchina, mentre il Benfica prendeva progressivamente il controllo della serata.
Il Milan di Amorim ancora non si vede e Rabiot richiama Saelemaekers
Amorim ha spesso chiamato Jashari per delle indicazioni sul modo di stare in campo. Dal lato opposto del campo, Rabiot ha richiamato più volte Saelemaekers chiedendogli di stare più interno. Piccoli aggiustamenti di posizione che non hanno cambiato il copione finale.
Prima ancora che iniziasse, San Siro aveva già un fotogramma tutto suo. Durante il sorteggio Pavlovic era vicino a Maignan. Pochi metri più in là, il settore ospiti del Benfica si colorava di rosso: le tante bandiere portoghesi, mosse contemporaneamente dai tifosi, viste da lontano sembravano quasi una distesa di simboli austriaci.
Rito d’entrata e l’uva nella mixed zone
E poi il rito. Prestianni, prima di entrare in campo, ha ripetuto il suo doppio saltello con il piede sinistro. Saranno giorni importanti, dopo il match contro il Porto volerà in Argentina per l’ultima di Messi con la Seleccion. Banjaqui, 18 anni, era alla prima notte europea in assoluto. Il giovane del Benfica si è ritrovato a fine partita seduto sulle scale della zona interna dello stadio a parlare con alcuni collaboratori del club. Sorrideva, ripensando nuovamente alla prestazione di San Siro. Sembrava difficile convincerlo che la serata fosse già finita.

MilanPress, robe dell’altro diavolo
Nella mixed zone c’è stato anche chi ha scelto un post partita decisamente più informale. Sudakov è uscito mangiando dell’uva, tranquillo, come se la vittoria appena conquistata fosse già diventata una parentesi della giornata. Circati avrebbe voluto fermarsi a parlare con i giornalisti. L’ex Parma conosce bene l’italiano, ma il Benfica aveva già pianificato altro e lo ha accompagnato verso il pullman.
Fischi della Sud a Lukebakio e Antonio Conte
I tifosi del Milan hanno fischiato la squadra sia al termine del primo tempo sia alla fine della partita. In mezzo, l’esultanza di Lukebakio sotto la Curva Sud dopo il gol ha fatto il resto. E mentre il Benfica festeggiava, i suoi giocatori si sono concessi un ultimo gesto verso il proprio popolo: inchino davanti ai tifosi. Una lunga dimostrazione di riconoscenza sotto il settore ospiti, mentre San Siro si svuotava. Lo stesso è stato fatto anche prima di cominciare la partita.
Tra gli spettatori, intanto, c’era anche Antonio Conte. L’allenatore ha seguito la partita dalla tribuna, osservando una serata europea che ha lasciato al Milan più di qualche interrogativo e al Benfica una vittoria importante senza tanti titolari dal primo minuto.



[…] un problema che precede persino le scelte di Amorim: la pazienza del milanista è finita da tempo. Ogni stagione che passa ne consuma un altro pezzo, […]
[…] numero 80 tra pressing, recupero e taglio del campo nelle gambe non ce l’ha nessun altro del Milan, una mancanza nella costruzione della […]
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