La sosta per le Nazionali è l’occasione giusta per fare un primo bilancio sulle prestazioni della rosa rossonera dopo le prime sei partite stagionali tra campionato ed Europa League. Il focus di oggi è su Pervis Estupinan, da possibile partente a elemento stabile nelle rotazioni del Milan di Ruben Amorim. La sua estate è stata un lungo percorso di trasformazione: dal Mondiale di buon livello con l’Ecuador a un trasferimento che sembrava ormai imminente, fino alla permanenza al Milan.
RIPARTIRE IL MEGLIO POSSIBILE DALLA SCORSA STAGIONE
Il numero 2 sembrava destinato a lasciare la Serie A per rientrare in Premier League, all’Aston Villa, dopo la scorsa stagione piena di delusioni con il Diavolo. Solo il benestare del Mister ha trattenuto un giocatore contestato, ma comunque volenteroso di rifarsi: sarà stato il fattore psicologico a farlo rimanere? Durante la preparazione estiva è stato valutato a lungo per il ruolo di esterno sinistro di centrocampo, con ovvi compiti difensivi.
Nel 3-4-2-1 che abbiamo imparato a conoscere di Amorim, Estupinan può sfruttare le sue caratteristiche più offensive: corsa, ampiezza, spinta sulla fascia e capacità di attaccare in inserimento, anche se manca spesso e volentieri il cross giusto. Restano invece alcune perplessità nella retroguardia, emerse anche nelle prime giornate della nuova stagione, ma sufficienti non sono state per spingere il tecnico a rinunciare a lui. Dopo il primo tempo dell’Olimpico e l’errore su Cancellieri ci si aspettava un ridimensionamento nel suo minutaggio, ma contro il Lecce si è visto un buon Pervis nei movimenti senza palla.
I numeri delle prime cinque giornate di Serie A fotografano bene il cambiamento: Estupinan ha raccolto cinque presenze, quattro da titolare e 281 minuti complessivi. È partito dall’inizio contro Torino, Juventus, Lazio e Lecce, confermandosi una delle principali opzioni sulla fascia sinistra.
E COSA CI SI ASPETTA AL RIENTRO DALLA SOSTA?
Estupinan sa bene di dover carburare, perché con un Bartesaghi ancora interdetto il favorito per la titolarità diventa a furor di popolo un Diego Moreira implacabile nei pochi minuti visti. Probabilmente la staffetta sarà ancora un argomento caldo delle prossime settimane, ma dalla sua Pervis ha sicuramente un bilanciamento difensivo che ben si contrappone alla prepotenza offensiva della fascia destra, quella giostrata da Chukwueze. Ed è per questo che tatticamente l’ecuadoregno è ancora importante in un Milan che deve innescare i meccanismi giusti lì dietro.


