Giuseppe per chi se lo ritrova davanti per la prima volta, Pippo per tutti. Questa sera il Milan affronterà il Cagliari, match di ex e doppi ex con Pancaro che rientra in questa cerchia ristretta.
Acquistato dal Cagliari nel 1992, nelle prime due stagioni colleziona appena 10 presenze, prima di imporsi progressivamente come titolare. Durante l’esperienza in rossoblù debutta in Coppa UEFA, realizzando il gol del definitivo 3-2 nella semifinale d’andata contro l’Inter.
Nel 2003 si trasferisce al Milan, vincendo subito la Supercoppa UEFA contro il Porto. In quella stagione conquista il suo secondo scudetto personale, mentre nell’annata 2004-05 arricchisce ulteriormente il palmarès con un’altra Supercoppa Italiana. Per nostalgici anche il gol di enorme peso specifico segnato a Brescia: tre punti decisivi, maglietta tolta e sventolata sotto la curva rossonera.
Cagliari e Milan sono due tappe importanti della sua carriera: le scatta ancora qualcosa dentro?
«Cagliari e Milan sono state due squadre molto importanti della mia carriera. Ogni volta che si affrontano, per me è sempre una partita diversa da tutte le altre».
Pisacane da un lato, Allegri dall’altro
«È sempre molto importante avere nello spogliatoio figure come calciatori e allenatori che abbiano avuto esperienze passate con quella determinata maglia: Pisacane ne è un esempio. Lato Milan, una delle qualità più importanti di Max Allegri è quella di essere sempre stato un ottimo gestore, un fattore che lo ha portato a ottenere risultati straordinari da allenatore».
Le convince l’idea di Allegri di costruire i successi partendo dall’equilibrio?
«Esistono diversi modi per ottenere risultati e vittorie: ogni allenatore percorre la propria strada. La cosa fondamentale è avere idee molto chiare su dove si vuole arrivare e su come farlo. Sotto questo punto di vista, Allegri ha dimostrato di essere un vincente».
Si è fatto un’idea Bartesaghi? Fullkrug le piace?
«Conosco poco Fullkrug, vedremo se sarà il campo a parlare per lui. Per quanto riguarda Bartesaghi, – spiega Pancaro – penso che abbia davanti a sé un grande futuro. Mi colpisce il fatto che sia un calciatore completo: ha tutti i requisiti necessari per ricoprire quel ruolo ad alti livelli. Ha gamba, fisicità, personalità, qualità tecnica e, soprattutto, l’età è dalla sua parte».
Rosso e nero sono i colori del Milan e i colori della squadra del suo paese: l’Acri. Qualche campione c’era in quello spogliatoio…
«Anche l’Acri, la squadra del mio paese dove tutto è iniziato, porta i colori rossoneri. Al Milan ho avuto subito la sensazione di trovarmi a casa, forse anche per questo motivo. Un leader senza tempo di quella squadra? Impossibile non nominare Maldini, anche se quello spogliatoio era pieno di campioni. Paolo – conclude – è stato il calciatore italiano più forte che abbia mai visto».


