MP ESCLUSIVO – Zaccardo: “Allegri fa giocare chi merita. Ecco come limiterei Pellegrino”

Chissà se la chat dell’Italia campione del mondo sia ancora attiva, quell’esclusivissimo eden dei migliori con Cristian Zaccardo al suo interno. Dalla voce si percepisce quanto tenga alla propria carriera, sia in Nazionale sia nei 10 club in cui ha giocato, tra cui Milan e Parma.

Certo, dai tempi della prima elementare dove si iscrisse per la prima volta alla scuola calcio di Spilamberto ne è passato di tempo. Allenato anche da Allegri in rossonero, qualche mese fa ha rivisto la sua maglia numero 5 del Parma esposta insieme a quella di Ibrahimovic nella sala hospitality dello stadio Tardini.

Arrivò in un Milan di transizione. Quale fu la principale differenza tra il racconto mediatico del club e la realtà quotidiana vissuta all’interno dello spogliatoio?

«Sono arrivato al Milan in un momento di grande cambiamento, subito dopo l’addio di campioni come Ibrahimovic, Thiago Silva, Gattuso, Inzaghi, Zambrotta, Nesta e Seedorf. Il club stava avviando un nuovo ciclo con altri giocatori e questo rendeva inevitabile una fase di transizione. All’interno dello spogliatoio si respirava voglia di ricostruire e lavorare».

È stato allenato da Massimiliano Allegri per un anno: si aspettava che il Milan potesse tornare rapidamente ai vertici sotto la sua guida?

«Ho avuto il piacere di essere allenato da Allegri e l’ho sempre considerato un tecnico pratico, esperto e molto bravo nella gestione del gruppo. Non avendo impegni nelle coppe europee, immaginavo un Milan capace di lottare per i primi quattro posti in classifica, e finora la squadra sta rispettando questo obiettivo».

Tra gli allenatori avuti al Milan, chi l’ha sorpresa maggiormente?

«Al Milan ho lavorato con Allegri, Seedorf e Inzaghi, ognuno con pregi e difetti diversi. Guardando al percorso complessivo, Allegri è quello che mi ha colpito di più per equilibrio, capacità di leggere le situazioni e gestione del gruppo».

Da ex difensore, qualche consiglio su come marcare Mateo Pellegrino?

«Non è semplice, soprattutto per la sua abilità nel gioco aereo e nella protezione del pallone. La chiave è concedergli meno spazio possibile: anticiparlo, limitarne i movimenti e impedirgli di ricevere palloni puliti in area».

De Winter è un giocatore su cui molti si stanno ricredendo, mentre Gabbia è il perno centrale della difesa: tutto meritato?

«Credo che Allegri non faccia scelte per simpatia: chi scende in campo lo fa perché in quel momento è ritenuto il migliore. Il mister è molto bravo anche a ruotare gli uomini e a far sentire tutti coinvolti e importanti nel progetto».

Che match si attende domenica?

«Spero in una partita intensa e spettacolare. Essendo legato affettivamente a entrambe le squadre faccio fatica a schierarmi, ma sulla carta il Milan parte favorito».

Cristian Zaccardo - MilanPress, robe dell'altro diavolo
Cristian Zaccardo – MilanPress, robe dell’altro diavolo

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