Regola non scritta vuole che a Genova la partita finisce quando lo decidono i tifosi. Genoa-Milan è stata così: nessuno si aspettava granché dopo aver visto il primo tempo. Al Ferraris si è verificato un guasto di Amorim, ma De Rossi può comunque ritenersi soddisfatto del cammino in crescendo intrapreso da novembre.
Genoa-Milan: la mezza caduta di Allegri e il tributo a Malinovskyi
La mezza caduta di Allegri mentre raggiunge l’area tecnica, prima del match, anticipa in qualche modo i più di 100 minuti che verranno. Poco dopo il fischio d’inizio aveva già consumato un chilometro avanti e indietro davanti alla panchina. Sa benissimo che la sua squadra può vincere o complicarsi la vita in qualunque momento.
Prima della gara, Genova si era fermata per Malinovskyi: due bambine avevano la sua numero 8 dell’Ucraina prima di superare i tornelli dello stadio. Nel post partita ci sono moglie e figlia ad aspettarlo. Lui corre via con tre pizze in mano per pranzo.

MilanPress, robe dell’altro diavolo
Un piccolo angolo di Messico disperso a Marassi per Vasquez-Gimenez, sfida tra connazionali che si proietta al prossimo Mondiale, alimenta una cornice cosmopolitan. Messias parla a lungo con lo staff rossonero accanto il tunnel da spettatore per infortunio.
Un guasto di Amorim
De Rossi passa metà tempo a punzecchiare Frendrup: “Più largo, più largo!”. Allegri invece vive in movimento perpetuo. Al 18’ Pavlovic cade chiedendo fallo, ma il tecnico rossonero nemmeno ci prova: gli urla di rialzarsi subito. Cenno d’intesa col quarto uomo che capisce subito la situazione.
Nkunku e Jashari hanno una piccola incomprensione, roba di un minuto scarso. Lo svizzero poi va ad abbracciare l’ex Chelsea e tutto finisce lì. Diverso quando arriva il rigore del Milan: Nkunku lo conquista, Gimenez si avvicina per chiedere di tirarlo. Classica discussione di campo che si chiude con la rete del 18 francese.
Rischio sospensione e autocontrollo al Max
La gara rischia di fermarsi davvero nel secondo tempo. Dalla Nord genoana piovono fumogeni e almeno sei petardi. Lo speaker richiama il pubblico più volte, c’è persino il rischio sospensione. Subito dopo quel caos, il Genoa continua a spingere e Magnanelli chiede (in maniera non troppo dolce) a Fullkrug di buttarsi in area sui cross.

MilanPress, robe dell’altro diavolo
Da matita blu l’errore di Jashari, che all’83° regala un retropassaggio a Ekhator: si presenta davanti a Maignan chiamato alla grande parata. Allegri su tutte le furie si volta verso la panchina e richiama subito Loftus-Cheek. Quando il quarto uomo segnala 10 minuti di recupero sulla lavagna luminosa, Max mette la mano sulla fronte come chi ha appena visto il conto al ristorante. Più di altre volte i presupposti per far volare la giacca non mancavano, gesto di autocontrollo niente male. Scappa negli spogliatoi quasi correndo per lo stress accumulato, con un corto muso anarchico che si traduce in 3 punti.



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