James Montague per i più è un nome sconosciuto, ma per chi conosce il mondo degli Ultras si tratta del giornalista per eccellenza. Il quarantacinquenne inglese ha viaggiato in tutto il globo per poter scrivere “Fra gli ultras. Viaggio nel tifo estremo“, e in questi giorni si trova in Italia per presentare il libro, casualmente nella finestra temporale che racchiude l’ingarbugliato caso delle Curve milanesi. La Gazzetta dello Sport ha potuto fare due chiacchiere con Montague: ecco le sue interessanti dichiarazioni.
“Spesso gli ultras sono temuti per la violenza o per gli estremismi politici, a me fanno molta più paura i legami con la criminalità organizzata. Quando accade qualcosa di simile si squarcia la tenda e vedi che dietro si nascondono cose terrificanti e imperdonabili. Poi è difficile tornare indietro. Potenzialmente è un momento di rivoluzione anche del tifo se le autorità e i club terranno il punto, ma non è facile essere ottimisti. Cosa succederà a Milano? Sarà interessante capirlo. Credo ci sarà un iniziale periodo di instabilità, la curva dell’Inter si è già riorganizzata ma non è detto che questa sia la soluzione definitiva. È un’occasione da utilizzare per riformare le curve, ma si porta dietro delle domande scomode che riguardano tifosi e criminalità, i club, la Federazione e anche la polizia. Ci sono diversi responsabili, c’era molta complicità. Tornando alle curve, nel lungo periodo possono succedere due cose: la criminalità organizzata si proporrà in modo ancora più marcato o i tifosi reagiranno e approfitteranno di quello che è successo per liberarsi da certe influenze. Non è facile, ma se non ora quando?“.


