La missione di Massimiliano Allegri sarà più difficile del previsto

Manca sempre meno all’inizio della nuova stagione del Milan che partirà ufficialmente i primi di luglio con il raduno a Milanello in programma per il 7. È qui che Massimiliano Allegri ricomincerà – anche se in qualche modo lo ha già fatto – a tuffarsi nel mondo rossonero dopo undici anni ed avrà finalmente a che fare direttamente con i suoi nuovi giocatori.

Faccia a faccia, uno di fronte all’altro, all’interno dello spogliatoio, il luogo sacro per eccellenza quando giochi a calcio. Ed avrà da fare molte cose in spogliatoio, Max, per cambiare – così come implicitamente gli viene chiesto – il volto del Milan.

Un Milan spento che non è più Milan, possiamo dirlo e confermarlo, dopo una stagione strana che ha visto sì la vittoria di un trofeo, ma che è stata nefasta in tutti gli altri aspetti. Ed il primo aspetto sul quale il Milan ha fallito è quello caratteriale. Una squadra forte che però non è riuscita ad andare oltre, a fare uno scatto in più dal punto di vista mentale anche e forse per gli atteggiamenti dei singoli che se tecnicamente non hanno brillato, mentalmente hanno fatto anche peggio.

Theo ma non solo, la missione di Allegri è recuperare tutti

E se prendi un allenatore come Allegri è chiaro che la tua missione è quella di recuperare un gruppo, una squadra, soprattutto a livello caratteriale. Poi ci sarà il campo, vero come sempre, ma al momento la priorità del Milan è quella di mettere in riga ed al proprio posto tutte le divergenze di spogliatoio.

Una su tutte la questione Theo Hernandez, che appare la più spinosa di tutte. È da un po’ di tempo che tutti ci siamo accorti di come la testa del francese non sia più focalizzata sul Milan. Vuoi per motivi di campo, vuoi per motivi extra campo, Theo non riesce a dare il meglio di sé. E si vede. Per questo e per il contratto in scadenza l’anno prossimo, venderlo, quantomeno ad una cifra che rispecchi il suo valore, al momento sembra impossibile. Svalutarlo così tanto sarebbe un sacrilegio per il Milan, forse ancor più grande di perderlo a zero.

Ed allora perché non provare a recuperarlo. Mentalmente soprattutto. Per lui e per il Milan. Per lui, così può avere tutte le offerte che vuole e dalle squadre che vuole. Il poco appeal, al momento, porta solo l’Al Hilal e qualche altra proposta che non lo scalda particolarmente. Per il Milan, ovviamente, dal punto di vista tecnico per il prossimo anno e da quello economico per i prossimi. Il rinnovo, ora che il valore si è abbassato, potrebbe essere la soluzione migliore per tutti e fare da ponte per un futuro più roseo. O per lo meno per non gettare tutto alle ortiche.

Poi ci sono i vari Maignan, Thiaw, Tomori, Leao, anche loro non nella migliore situazione e che dovranno essere rivitalizzati dal tecnico se vogliono continuare ad essere giocatori importanti e patrimonio di un Milan sempre più in fase calante. Ma facciamo un caso per volta.

Tutto questo e forse anche altro, anzi senza il forse. Ecco perché la missione di Massimiliano Allegri sarà più difficile del previsto.

Massimiliano Allegri nella sua prima esperienza al Milan (Photo Credit: IPA Agency)
Massimiliano Allegri nella sua prima esperienza al Milan (Photo Credit: IPA Agency)

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