Sono bastate due partite per scoperchiare il vaso di Pandora? Milan, tra esagerazione e realtà

La domanda è: sarebbe successo lo stesso in caso di vittoria, magari anche casuale, contro la Cremonese? La storia non si fa con i “se” e con i “ma”, ma la situazione attuale del Milan è talmente instabile che un minimo risultato può condizionare in un modo o nell’altro l’umore della piazza e dell’ambiente, anche interno.

Dopo un’estate all’apparenza tranquilla e nella quale sembrava essere ricomparsa della fiducia, il primo pesante ko stagionale ha fatto ripiombare il Diavolo all’inferno. È bastato così poco per gettare ombre sulla nuova annata e scoperchiare il vaso di Pandora su visioni e strategie interne contrapposte. Un dolce (si fa per dire) leitmotiv che accompagna il club da anni e continua ad essere il fattore che più lo identifica agli occhi di addetti ai lavori e non.

È giusto però scindere due aspetti: il lato sportivo e il lato gestionale. Obiezione: vanno di pari passo. Obiezione accolta con riserva. Non vanno nascosti i problemi riscontrati sul campo alla prima giornata di campionato, a maggior ragione con un mercato ancora aperto e possibilmente d’aiuto. Non vanno nascosti i difetti riscontrati nelle scelte dell’allenatore e nella rosa, ma al contempo non bisogna ingigantire quanto accaduto, pensando di poter prevedere quanto accadrà. Qui si scontrano due visioni: il tifoso che può permettersi di prevedere perché si basa sulle emozioni, sulle sensazioni; il giornalista che sarebbe tenuto a raccontare la realtà, a trarne spunti ma non conclusioni, a commentare quanto accade.

Quanto visto contro la Cremonese è un Milan che fatica ad attaccare contro una squadra chiusa e ordinata. È un Milan che concede poco, ma che spesso viene punito in toto. È un Milan che ha faticato a reagire al colpo di Bonazzoli. Andrà sempre così? Non possiamo saperlo, il campione di partite da poter analizzare è troppo ristretto e le variabili sono troppe per permettere tale previsione.

Dal punto di visto della società, non doveva certo essere la partita contro la Cremonese, o quella contro il Bari o quella contro il Lecce che sarà, a determinare un certo tipo di ragionamento. Che l’attaccante fosse una priorità estiva era prevedibile e testimoniato da due aspetti: Santiago Gimenez veniva da 6 mesi complicati e lo stesso Santiago Gimenez avrebbe iniziato la preparazione solamente ad inizio agosto. Bastava questo per capire quanto fosse importante un innesto a tempo debito e non certo al 27, 28, 29 o 30 di agosto.

Non doveva certo essere la partita contro la Cremonese, o quella contro il Bari o quella contro il Lecce che sarà, a risvegliare sull’attenzione certosina di una parte della dirigenza sui conti. I risultati degli ultimi anni sono sotto gli occhi di tutti, così come le strategie attuate: serviva un’altra delusione cocente per comprendere le reali intenzioni? Per scoperchiare il vaso di Pandora non serviva la Cremonese, questo è poco ma sicuro.

Milan: Zlatan Ibrahimovic, Massimiliano Allegri (Photo Credit: Valeria Lippera per MilanPress.it)
Milan: Zlatan Ibrahimovic, Massimiliano Allegri (Photo Credit: Valeria Lippera per MilanPress.it)
Daniele Minini
Daniele Minini
Giornalista pubblicista, appassionato di sport. 25 anni. Ho studiato lingue, sono laureato in Scienze della Comunicazione e frequento un Master in Giornalismo. Multitasking e sempre pronto a imparare.

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