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Pazzini: “Milan, in Champions poteva andare peggio. Oggi il club è tornato a pensare in grande”

Giampaolo Pazzini faceva parte dell’ultimo Milan visto agli ottavi di Champions League, nell’oramai lontano 2014. I rossoneri di Clarence Seedorf vennero eliminati dall’Atletico Madrid e da quel momento non sono più stati protagonisti su questo palcoscenico. L’ex attaccante ha rilasciato un’intervista ai microfoni di SportWeek, inserto settimanale della Gazzetta dello Sport: ecco le sue parole.

Poteva andare peggio, ma il Tottenham è una formazione che ha qualità e che sarà difficile da affrontare. Per il Milan è certamente un bel banco di prova. Difficoltà? Innanzitutto gli inglesi, a maggior ragione se allenati come in questo caso da Conte, hanno un’intensità di gioco sempre molto elevata. Nel loro calcio l’aspetto fisico è determinante. In più, il Tottenham ha due attaccanti, Kane e Son, che possono farti male in ogni momento: il primo ha i movimenti del centravanti vero, anche se sa muoversi anche fuori area, è prestante e forte di testa; il secondo è veloce e fortissimo nell’uno contro uno. E poi, è una squadra più abituata in tempi recenti a sfide di questo livello. Giocatori che conoscono già la Serie A? Sicuramente è un vantaggio per Conte, che sulla panchina dell’Inter ha affrontato i rossoneri in partite decisive per lo scudetto, ma lo sarà anche per il Milan e per Pioli, che ha ben presente l’idea di calcio del suo collega. Insomma si affronteranno due squadre che hanno pochi segreti una per l’altra. Anche per questo sarà un confronto equilibrato“.

Sul Milan: “Detto che mancano più di due mesi e che ci sarà un Mondiale di mezzo, ci arriva con una consapevolezza diversa e superiore rispetto alla Champions della passata stagione. Nel girone si è classificato secondo dietro al Chelsea, è vero, ma vincendo le partite che doveva vincere e proponendo sempre il suo gioco. Tranne che a Londra contro la squadra di Potter, i rossoneri non sono stati messi sotto sul piano tecnico da nessuno. Il Milan affronterà il Tottenham con l’entusiasmo che lo contraddistingue ormai da tre stagioni, ma anche con la qualità del suo calcio. Perché è una squadra che gioca bene“.

Sui punti deboli degli Spurs: “Il Tottenham è pericoloso davanti, ma dietro concede un po’ di più. Tanto è vero che si è qualificato primo nel suo girone al 95’ dell’ultima partita col Marsiglia, e all’intervallo era eliminato. Soprattutto sulla fascia sinistra il Milan può far male“.

Sui giocatori rossoneri pronti ad essere titolari in top club europei: “Di sicuro Leao e Theo Hernandez, i due sulla fascia sinistra cui accennavo prima. E penso che Tonali e Bennacer, così come Tomori, siano al livello delle grandi d’Europa“.

I ricordi del doppio confronto con l’Atletico agli ottavi nel 2014 e le differenze con oggi: “Sono due storie completamente diverse. Quello era un Milan a fine ciclo, avevamo cambiato allenatore meno di un mese prima della gara d’andata, passando da Allegri a Seedorf. Eravamo in difficoltà. Questo è un Milan giovane, con un progetto chiaro e vincente, visto che ha lo scudetto sul petto. A San Siro giocammo bene soprattutto nel primo tempo, in cui costruimmo delle buone occasioni. Poi, a un quarto d’ora dalla fine, Diego Costa ci punì su calcio d’angolo e a quel punto rimontare in trasferta diventava complicato. Per giunta in casa loro prendemmo gol dopo 3 minuti e a quel punto era praticamente finita“.

Sul lavoro di Maldini: “Ha fatto un lavoro eccellente perché, oltre all’aspetto tecnico, ha restituito al club quella mentalità, quello spessore psicologico ed emotivo che per diversi anni era mancato. Oggi il Milan è tornato a pensare in grande, a coltivare ambizioni, come la sua storia insegna e pretende“.

Milan: Giampaolo Pazzini esulta dopo un gol - MilanPress, robe dell'altro diavolo
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