Dopo l’amara sconfitta rimediata a Bergamo, i rossoneri ora devono battere un colpo e proseguire il cammino, fin qui positivo, nell’Europa che conta. Dopo la vittoria a Bratislava, il calendario chiama in causa la Stella Rossa, ospite (ancora) a San Siro per un match vintage di tutto fascino. I rossoneri e i serbi, nel passato recente e non, hanno avuto diversi confronti, pure alcuni di carattere importante.
Seppur non allarmante come nel passato, la nobile decaduta Stella Rossa possiede tutt’oggi diversi argomenti per poter dar del filo da torcere ai ragazzi di Fonseca. Ma in che momento è la squadra di Belgrado? Considerando la Super Lig (campionato serbo) e la Champions League, nelle ultime dieci apparizioni le vittorie ammontano a otto, tra cui alcune di prestigio come il 6-0 in campionato, contro il Tekstilac Odzaci, o come il 5-1 rifilato allo Stoccarda nell’ultima giornata europea. Nel loro campionato, i ragazzi di Milojevic stanno dominando con ben 49 punti in 17 partite, staccati dalla seconda da dodici lunghezze. Anche se, parlando di Champions, il successo contro i tedeschi rappresenta l’unica gioia, viste le quattro sconfitte precedenti, di cui due con cinque reti al passivo (Barcellona e Monaco) e una con quattro (Inter proprio a San Siro). Questo score rende la Stella Rossa un avversario decisamente alla portata di Morata e compagni, ma senza sottovalutare alcune caratteristiche dei serbi.
Il contropiede, ad esempio. Affrontando una squadra di caratura importante come i rossoneri, vien semplice pensare che Morata e compagni troveranno una squadra compatta dietro, in attesa dell’errore per ripartire negli spazi. Cosa che al Milan, specie di questi tempi, sta pungendo. Bratislava insegna. La Stella Rossa, specie in questi match, lascia appunto la gestione del pallone all’avversario per attendere il momento giusto. Basti pensare che contro lo Stoccarda, terminata appunto 5-1, i serbi hanno avuto appena il 29% del possesso palla, arrivando a tirare in porta in ben sette occasioni.
Per quanto concerne i singoli, nel suo 4231 i giocatori potenzialmente più pericolosi riguardano l’attacco. Ndiaye, il capocannoniere, è già in doppia cifra con 11 reti, seguito da Ilic, a quota 9 e Bruno Duarte a 7, anche se quest’ultimi impiegati più sulla trequarti. Un altro profilo da tenere sott’occhio è Nemanja Radonjic, ex Torino, a segno con una doppietta nell’ultima gara europea. A centrocampo da sottolineare la tecnica di Kanga, assist-man della squadra con 6 passaggi vincenti. E se parliamo di singoli, non possiamo non menzionare Rade Krunic, il grande ex, che sarà sicuramente motivatissimo a fare bella figura contro il suo vecchio club.
Il tallone d’achille riguarda senz’altro la linea difensiva. Troppi gol presi in queste cinque giornate. Così come troppi gli errori di distrazione o di eccessiva sicurezza. A Monaco, ad esempio, Minamino viene completamente dimenticato alle spalle della difesa a quattro, che lascia in gioco l’ex Liverpool, poi libero di presentarsi davanti al portiere e batterlo. O le due reti regalate all’Inter su indecisioni nella propria area di rigore. Insomma, una difesa tutt’altro che penetrabile. Un ottimo assist per i rossoneri, che in fase offensiva non lasciano certo a desiderare. A patto, ovviamente, che lì dietro non si verifichino gli stessi episodi di Bratislava. Lo vedremo.


