Milan, tra un Theo Hernandez ancora non pervenuto e i tanti errori societari la situazione è sempre più buia…

Il Milan, come da previsioni di inizio campionato, non è stato mai lontanamente vicino a poter essere una contender per lo scudetto 2024/25 e difficilmente lo potrà essere nella seconda metà di stagione. Una squadra costruita tra la scorsa estate (2023) e questa (2024) spendendo milioni su milioni. Soldi spesi male? Sarebbe sbagliato anche solo da pensare, perché sono arrivati giocatori come Fofana, Reijnders, Pulisic e Morata – tra tutti – che sono top players a livello mondiale.

Dove sta allora il problema? Il problema è molto più profondo, si parte da un progetto molto confusionario che inizia con il primo errore della riconferma a Pioli nell’estate 2023 e continua a pieno regime con la scelta di Fonseca nell’estate 2024. Insomma, una cosa è chiara: non sono scelte fatte per vincere. Seppur la scelta di rimanere con Pioli possa essere anche giustificata dalla vittoria dello scudetto 2022 e dalle altre tantissime cose che l’ormai nuovo allenatore dell’Al Nassr ha fatto per il Milan, quella di Fonseca non ha rigor di logica.

Si può anche azzardare che è molto simile alla scelta di un’altra proprietà americana, i Friedkin, che giustificarono l’arrivo a Roma di Juric (dopo il contrastatissimo e incomprensibile esonero di De Rossi) dicendo che la decisione è stata presa per poi andare a vincere dei trofei. Situazioni completamente diverse, certo, ma ugualmente indecifrabili. Altro esempio di comunicazione dirigenziale fuori luogo sono senz’altro le parole di Zlatan Ibrahimovic, quando annunciò Jimenez come vice Theo, per poi essere lasciato nel dimenticatoio di Milan Futuro.

THEO, THEO… DOVE SEI?

Constatate le colpe di società e dirigenza, si può passare al campo, perché un giocatore – in special modo – è costantemente nell’occhio del ciclone da tempo, quando fino a non troppo tempo fa era uno dei calciatori più amati dai tifosi rossoneri. Con questo non si sta certamente dicendo che è lui il capro espiatorio di tutto, come si vince in 11 si perde anche, ma è sotto gli occhi di tutti che sia in fase calante (soprattutto mentalmente) da diverso tempo.

Milan: Theo Hernandez (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)
Milan: Theo Hernandez (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)

Si parla ovviamente di Theo Hernandez, citato anche poc’anzi nella questione Jimenez. Uno degli eroi del Milan tricolore e colui che molti, ancora, considerano il migliore terzino sinistro al mondo. Il paragone – tra l’altro – con Dimarco continua a inondare i social quando, prima di tutto occupano due ruoli pressoché differenti (uno terzino di una difesa a 4 e l’altro esterno di un centrocampo a 5), e poi è chiaro che uno sia nel miglior momento della propria carriera e l’altro nel peggiore.

C’è però da sottolineare che la società non l’ha mai aiutato da questo punto di vista, riposare un pò di più avrebbe potuto fargli bene, considerato che non ha un vero e proprio sostituto (Terracciano viene adattato a quella posizione e di Jimenez ne abbiamo già parlato). Qualche panchina, forse applicando lo stesso “metodo Leao“?, avrebbe potuto essere d’aiuto mentalmente.

Ma anche lui si aiuta poco e niente. Dispiace dirlo, ma è così. Ha iniziato la sua discesa a gennaio 2023 (al rientro dai Mondiali in Qatar) e ancora dopo quasi due anni è in caduta libera, con qualche picco ogni tanto, ma è uno ogni 3-4 partite. Troppo poco, e purtroppo è anche ricollegabile ai problemi difensivi del Milan. Spesso e volentieri i gol subiti arrivano da quella parte, e questo è un dato di fatto.

Analizzando, ad esempio anche il gol partita di Lookman ieri, sul corner Theo si dimentica completamente del suo uomo (Kolasinac) che salta a spizzare la palla il tanto che basta per darle un altro effetto, che poi favorisce una serie di rimpalli per poi arrivare al gol del nigeriano. In questo caso il numero 19 rossonero non ha provato neanche ad anticipare il nerazzurro, è rimasto bloccato, senza potere di reazione.

Insomma, i problemi in questo Milan sono tanti e partono certamente – come più volte detto – dalla base, per poi arrivare fino ai giocatori. La classifica di Serie A ne è lo specchio: settima posizione e dodici punti di distacco dalla prima in classifica. E siamo appena ad inizio dicembre…

Atalanta-Milan: Youssouf Fofana, Malick Thiaw, Tijjani Reijnders (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)
Atalanta-Milan: Youssouf Fofana, Malick Thiaw, Tijjani Reijnders (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)

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