Theo ora non è più solo un ‘crack’ per la Serie A. In 270 minuti si è preso la Francia

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È stata una pausa nazionali più movimentata di altre. Il Milan è stato chiamato in causa da più parti, da diversi attori e finanche per giocatori non più tesserati. Qualcuno lo definirebbe “il rumore dei nemici”, ma da queste parti non siamo soliti crogiolarci nel protagonismo vittimista.

Sicuramente questa finestra internazionale ci restituisce un Hernández affermato. Convocato da Deschamps per la prima volta a fine agosto, dove ha esordito nelle qualificazioni ai prossimi Mondiali, è definitivamente sbocciato nella semifinale e finale di Nations League.

Gol decisivo all’ultimo respiro nella rimonta contro il Belgio, con rete trademark di Theo, e assist altrettanto decisivo per Mbappè nella finale di San Siro contro la Spagna. In mezzo tante giocate importanti, sovrapposizioni, chiusure e anche una traversa in un’azione di grande qualità.

Il tutto in uno schieramento diverso da quello in cui è solito giocare col Diavolo. Nei Blues fa il quarto a sinistra di centrocampo, parte quindi un po’ più alto, ma questo non sembra per nulla limitarlo in efficacia. Tende sempre più a prendersi il centro del campo oltre alla fascia e questo spacca spesso ripartenze e partite.

L’Europa e il mondo in generale forse si sono accorti definitivamente che sia un giocatore di caratura internazionale. Lui per primo lo sta realizzando ed è ciò che conta di più, per la sua crescita in primis. In Champions League e con la Francia gioca con un piglio diverso rispetto alla Serie A, ancora più straripanti fisicamente e senza lasciarsi andare al primo contatto. È un altro Theo, ed ancora più forte.

Milan: Theo Hernandez (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)
Milan: Theo Hernandez (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)

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