Una miccia perfetta. Quel rigore (forse doppio, forse triplo) non dato nelle battute finali di Milan-Bologna sarà parso un piatto d’oro o di platino per Massimiliano Allegri, che ha saputo trasformare quella scintilla – già alla terza giornata di campionato – in un momento di svolta. In un San Siro che senza Curva Sud sembra meno San Siro, l’allenatore ha messo in scena la sua “allegrata“: tirarsi la giacca, puntare dritto al quarto uomo, accendere la miccia davanti a tutti. Un gesto che, più che rabbia, è sembrato quasi un atto politico, calibrato con la consueta abilità di chi sa leggere tempi e contesti meglio di chiunque altro.
Allegri-spogliatoio: un legame che cresce
Nelle dichiarazioni del post-partita, Allegri ha spento il fuoco con la stessa velocità con cui lo aveva acceso, mostrando la sua doppia anima: aziendalista per natura, ma capace di interpretare i sentimenti del pubblico e della squadra. Ecco perché quel gesto può diventare una chiave psicologica dentro la stagione del Milan. La sensazione è che lo spogliatoio, più che l’errore arbitrale, abbia tratto energia dalla presa di posizione del tecnico. E dalle tribune fino agli alti piani della dirigenza, si è senz’altro colto il segnale: Allegri sta già plasmando questo Milan più di quanto fosse immaginabile. Non è un caso che la centralità del suo profilo emerga anche nelle scelte di mercato: l’arrivo di Adrien Rabiot ne è l’esempio più chiaro.
Giacca, occhi, calma
In fondo, Allegri ha sempre avuto la capacità di coniugare risultati e gestione politica. È arrivato alla fine delle stagioni nei top club senza mai smarrire la sua impronta, fatta di pragmatismo e tempismo. E ci sono tre parole che lo raccontano meglio di tante analisi: la giacca, come quella che si toglie nei momenti chiave; la calma, con la “c” che diventa quasi una “h”, ma resta pur sempre la virtù dei forti; gli occhi, a tratti stralunati, meglio di mille altre parole. Il Milan di oggi aveva bisogno di questo Allegri: politico e passionale, capace di accendere e spegnere il fuoco al momento giusto.



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