Come da prassi estiva, l’avvicinamento di giugno coincide con l’accostamento di tantissimi nomi alla ‘presunta’ lista desideri di via Aldo Rossi. L’arrivo di Tare ha smosso senza dubbio una situazione piuttosto statica ma è anche vero che, da due settimane ad oggi, non c’è giorno senza nuovo rumors. E di ogni genere. Dai parametri zero (Modric), ai giocatori esperti e accessibili (Rabiot) passando per altri che necessiterebbero di un esborso più importante (Vlahovic, Svilar).
Lecito dunque domandarsi, quale strategia sta seguendo il Milan? La classica linea Redbird, contraddistinta da acquisti giovani e accessibili, o un’altra tendenza, quella di costi importanti su giocatori esperti e di livello? La situazione attuale non aiuta a sciogliere i dubbi. Perché se da una parte si parla di obiettivi di prospettiva, come Ricci e Leoni, dall’altra è in corso una vera e propria rivoluzione dei senatori. E allo stesso tempo si tende la mano a leader esperti come Modric e Rabiot.
La sensazione è che in questo “calderone” di giugno ci sia un po’ di tutto. Obiettivi concreti, ma anche nomi un po’ “hot” per alimentare quella luce di speranza che ha dato il ritorno di Allegri. Che da una parte è comprensibile, ma dall’altra è necessario proseguire con i fatti. Perché sussurrare un “Vlahovic” alla piazza per poi virare sulla seconda o terza scelta potrebbe scatenare l’effetto opposto. L’effetto di un popolo, quello rossonero, che da questa stagione si aspetta molto e non ha più pazienza di sentirsela raccontare. A maggior ragione se dovessero partire pezzi pregiati come Maignan, Theo Hernandez o addirittura Leao.
La speranza è dunque che dietro a questa fitta lista di nomi ci sia chiarezza e poca strategia. Tare è partito bene, ma a è presto per fare bilanci. Il suo operato parlerà per lui a fine agosto, quando Max e tutti i rossoneri avranno ben chiaro su chi poter contare. Non resta che attendere.


