Il nuovo Milan prende forma. Con la firma di Ardon Jashari e la definizione dell’affare Athekame, per il ruolo di terzino destro, Igli Tare è stato protagonista di un ottimo lavoro per quanto riguarda gli acquisti. Al 7 di agosto, infatti, ha completato tutte le operazioni principali, costruito un centrocampo di gran livello, ed ora può riservarsi le ultime tre settimane di mercato per la ciliegina sulla torta: la punta.
La verità, è che al momento non è chiaro a quanto ammonti il budget effettivo da dedicare all’attaccante centrale, ma è oramai delineato che sarà un nome di grande spessore. Le alternative forti sono due: il primo è Dusan Vlahovic, nome che circola oramai dalla prima metà di giugno, e che non ha mai smesso di essere riproposto nel corso dei mesi. Il secondo, arriva da Manchester, ovvero Rasmus Hojlund.
MILAN, PER LA PUNTA SERVIRANNO CALMA E PERSEVERANZA
In molti si chiederanno perché il Milan non abbia ancora mosso dei passi significativi sull’attaccante centrale. Esistono due motivazioni importanti: per prima cosa, come dicevamo prima, non esiste un budget preciso. Mancano, infatti, numerose cessioni che potrebbero portare degli introiti importanti se venduti nei campionati giusto. Ad esempio Bennacer direzione Arabia, Adli, e uno tra Okafor e Chukwueze (difficile vadano via entrambi, anche perché poi servirebbe un sostituto). Questo, permetterebbe alla società di alleggerire il monte ingaggi, e di poter investire qualche milione in più sulla punta.
La seconda motivazione, forse la più rilevante, è che più giorni passeranno, maggiori saranno le probabilità dei rossoneri di avere in mano la trattativa. Facciamo l’esempio di Vlahovic: il serbo, ha un contratto da 12 milioni euro netti con la Juventus, ed è in scadenza con i bianconeri nel giugno 2026. È chiaro che, per la Juve, Vlahovic sia un peso. Tecnicamente, perché è ai margini della rosa, ed economicamente, visto il suo ingaggio. Il Milan aspetta il momento giusto: se la dirigenza torinese dovesse offrire a Dusan una buonuscita, magari di 7/8 milioni, il Milan potrebbe farsi avanti velocemente per lui ed ingaggiarlo con un salario di 5,5/6 milioni a stagione, spalmandolo su 5 anni. Ecco che, risulterebbe assai conveniente puntare tutto sul serbo. In alternativa, il Milan lascia trapelare che sarebbe disposto a spendere una cifra di poco superiore ai 10 milioni di euro per ingaggiarlo, non di più. E sappiamo che, quando Giorgio Furlani è deciso sulla questione costi, nessuno può smuoverlo.
Il capitolo che riguarda Hojlund, è invece diverso: per l’ex Atalanta, lo Utd chiede circa 35 milioni di euro, ad oggi. Una cifra che difficilmente i rossoneri possono sborsare. Per questo, anche qui, il tempo è fondamentale. Se i Red Devils dovessero aprire ad un trasferimento in prestito con diritto/obbligo di riscatto, allora le probabilità di vedere il danese in maglia rossonera sarebbero molto alte.
VLAHOVIC O HOJLUND? ENTRAMBI SONO DA RECUPERARE, MA…
Ciò che più interessa ai tifosi, naturalmente, è la parte tecnica, cosa fanno in campo, chi segna di più. Stiamo parlando di due attaccanti simili, ma non uguali. Vlahovic è tre anni più grande rispetto ad Hojlund, ed è il nome che più affascina tifosi e dirigenza. A 25 anni, in 202 presenze in Serie A, ha già timbrato il cartellino 87 volte, e sfornato 17 assist per i compagni. Questo significa un gol o un assist a partita. È un attaccante completo, che riesce ad andare perfettamente in profondità, giocare spalle alla porta, dialogare coi compagni, e soprattutto è un finalizzatore di livello. La chicca? I calci di punizione: delle pennellate meravigliose che finiscono all’incrocio dei pali.
Ramsus Hojlund, nome rimbalzato prepotentemente nelle ultime ore, ha mostrato in Serie A tutte le sue qualità. Un tempismo perfetto nell’andare in profondità, una meravigliosa conduzione palla al piede, combinata ad una grande velocità di esecuzione. È stato uno dei prospetti migliori lanciati dall’Atalanta, e, non a caso, lo Utd ha sborsato più di 70 milioni per portarlo in Inghilterra. I due anni londinesi, però, non hanno fatto bene a Rasmus. Infatti, non è cresciuto come ci si aspettava, ed ha segnato solo 26 reti in 95 presenze.
Ciò che accomuna entrambi, è che abbiano mostrato enormi potenzialità, chi più, chi meno, ed una volta fatto il salto, dopo aver iniziato bene, hanno diminuito la qualità delle loro prestazioni. Vlahovic, seppur in una situazione molto complicata da gestire in casa bianconera, in questa stagione ha portato a casa un bottino comunque importante di 17 reti in 44 presenze. Hojlund, invece, in 52 presenze (come Vlahovic spesso da pochi minuti), ha gonfiato la rete solo 10 volte quest’anno. Il livello dei due giocatori appare infatti diverso: il bomber bianconero ha le stimmate del fuoriclasse, dell’attaccante dei sogni, mentre Hojlund, pagato tantissimo, ha ottime potenzialità ma inespresse.
Entrambi mostrano delle debolezze dal punto di vista psicologico e caratteriale: Dusan è stato ed è tutt’ora al centro di un polverone in casa Juve, dovuto ad atteggiamenti e comportamenti dentro e fuori dal campo, mentre Hojlund soffre molto la competizione e a Manchester non ha mai avuto un gran rapporto con l’ambiente di Old Trafford. Sono, a loro modo, due scommesse. Ma Vlahovic ha sicuramente qualcosa in più, ha già lavorato con Max Allegri e il suo sogno di seguire l’idolo Ibrahimovic al Milan, potrebbe essere la svolta definitiva nella sua carriera.


