Diavolo tra strategia e limiti economici. E’ una scelta o un ripiego allungare la rosa anzichè acquistare top player?

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Non c’è un’evidenza, non c’è controprova, ma da qualche stagione a questa parte la strategia sul mercato del Milan pare sia fortemente orientata verso un allungamento del roster più che all’acquisto di titolari certi ed inamovibili. La ragioni sono diverse, ma in primis legate alle possibilità economiche. Non potendo ambire a colpi da 60-70-80 milioni di euro, diventa necessario acquisire prospetti tendenzialmente giovani con formule che portano poi ad un esborso attorno ai 30 milioni massimo, com’è stato per Tomori o come CDK, se i rumors della trattativa sono corretti.

Dietro a questo come detto ci sono i conti da tener in ordine, non solo col costo dei cartellini, ma anche naturalmente con gli stipendi che com’è chiaro spesso sono proporzionali. La policy volente o nolente è ormai ben dichiarata e nonostante i risultati recenti abbiano dato ragione alla società, nel lungo periodo questo metodo limiterà in parte la crescita del club. A livello nazionale è possibile che il Milan resti e resterà alle posizioni di vertice o comunque favorito se non altro per un posto nelle top four, che rappresenta il minimo sindacale per una competitività quantomeno in Serie A. Diverso però è il discorso se si vuole guardare un po’ più in là.

Purtroppo rispetto ad esempio la Premier League l’Italia ad oggi risulta una lega di seconda fascia ed anche buone intuizioni come Botman o De Ketelaere possono sfuggire non perché arrivi una big inglese, perché sappiamo che può essere sufficiente un team di medio bassa classifica. Questo anche perché i giovani italiani vengono sovente iper valutati e non si riesce a fare player trading interno, aspetto che non fa crescere in generale i giocatori dei nostri vivai nazionali.

Restando alle questioni rossonere, è quasi prassi che l’uscita di un titolarissimo venga gestita con un allungamento delle rotazioni nel reparto che ha subìto la cessione o il mancato rinnovo. Prendiamo l’esempio di Kessie, con gli innesti di Pobega, Adli e possibilmente Sanches. E’ anche un approccio che abbiamo visto in altre zone di campo per mancanza di risorse che potessero assicurare un vero top player, com’è stato per l’esterno destro offensivo. Come si dice spesso, di necessità virtù. E’ più strategia o più obbligo finanziario? Per un Lukaku all’Inter c’è un Origi al Milan, per un Dybala alla Roma c’è uno Ziyech?

Milan: Paolo Maldini (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)
Milan: Paolo Maldini (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)

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