Nonostante la vittoria esterna di ieri del Milan a Pisa, tanti sono i limiti che si sono intravisti e che rischiano di porre dubbi sui reali obiettivi perseguiti dai rossoneri. Restando alle parole del tecnico Massimiliano Allegri, che continua a ribadire come traguardo prioritario il piazzamento in Champions League per la prossima stagione, è innegabile che con una classifica che vede il Milan al secondo posto, a cinque lunghezze dai nerazzurri, il pensiero al tricolore non possa essere liquidato come semplice utopia.
la prestazione offerta a Pisa impone alcune riflessioni sulle problematiche della squadra. L’impressione esterna è che il gruppo allenato da Allegri debba essere costantemente stimolato e tenuto sull’attenti contro ogni tipo di avversario per mantenere quel livello di concentrazione necessario a esprimersi al meglio. Quando l’intensità mentale cala, emergono difficoltà tecniche e momenti di gestione poco lucidi che mal si conciliano con ambizioni di vertice.
Stimoli, continuità e cattiveria agonistica
La prestazione offerta a Pisa impone alcune riflessioni sulle problematiche della squadra. L’impressione esterna è che il gruppo allenato da Allegri debba essere costantemente stimolato e tenuto sull’attenti contro ogni tipo di avversario per mantenere quel livello di concentrazione necessario a esprimersi al meglio. Quando l’intensità mentale cala, emergono difficoltà tecniche e momenti di gestione poco lucidi che mal si conciliano con ambizioni di vertice.
Il fatto di non aver avuto impegni per una decina di giorni, se da una parte ha rappresentato un fattore positivo per il recupero di elementi importanti della rosa e per preparare la gara con maggiore serenità rispetto alle avversarie, dall’altra non ha aiutato a mantenere alta la pressione competitiva. In particolare, in una squadra che si fonda su diversi elementi giovani e ancora inesperti, la continuità delle partite può risultare determinante per restare mentalmente sul pezzo.
Tuttavia, per raggiungere gli obiettivi stagionali, gare come quella di ieri devono trasformarsi in vittorie più nette e convincenti. Nonostante l’errore dal dischetto di Niclas Füllkrug, resta la sensazione che alla squadra manchi talvolta quella sana cattiveria agonistica necessaria per chiudere le partite e portare a casa risultati senza affanni.
Emerge quindi la percezione di un gruppo non ancora del tutto consolidato, privo di quelle certezze che permettono di scendere in campo con piena consapevolezza dei propri mezzi. In queste situazioni, anziché emergere esclusivamente le qualità, vengono a galla fragilità evidenti: tra tutte, le difficoltà nella gestione del pallone e la mancanza di incisività sottoporta, aspetti che fanno la differenza soprattutto contro squadre di bassa classifica.
Ora gli uomini di Allegri torneranno in campo già questo mercoledì per affrontare il Como, un fattore che potrebbe favorire quella continuità mentale finora altalenante e offrire risposte più concrete sulle reali ambizioni di questo Milan.



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