La stagione del Milan non è stata così memorabile. In termini di numeri, la squadra di Stefano Pioli è stata una delle peggiori in assoluto da campione in carica, soprattutto per il distacco dal primo posto in classifica. Un inizio diversamente negativo, il secondo posto in campionato (a -8 dal Napoli) e la qualificazione agli ottavi di Champions League, ha reso la prima parte – quella pre mondiale – più che sufficiente, se si dovesse dare un voto, 8 sarebbe appropriato.
Poi i Mondiali, la pausa lunga 2 mesi e le amichevoli che non convincono, tanto da spingere Pioli nel portare i ragazzi in ritiro prima della ripresa del campionato. A Salerno va tutto bene, se non fosse per il gol subìto dai padroni di casa, che accorciano le distanze, mettendo poi seriamente in difficoltà il Milan nel finale di partita. È però nella sfida successiva contro la Roma, che accade ciò che tutti pensano – ancora oggi dopo 6 mesi – sia stato il motivo del tracollo del Diavolo: il Milan è avanti 2-0 a pochi minuti e spiccioli più recupero dalla fine, improvvisamente prende 2 gol nel giro di 5 minuti. Un pareggio incredibile e impensabile solo qualche minuto prima.
Quello che segue poi della stagione rossonera è un’autentica Odissea calcistica, con Pioli e la dirigenza sempre presi come capri espiatori: diverse sconfitte, ma anche tanti pareggi con squadre che sulla carta erano più che abbordabili. Tanti punti lasciati per strada che hanno pesato tanto nell’economia del campionato, e se non fosse stato per la penalizzazione della Juventus, i rossoneri l’anno prossimo avrebbero probabilmente giocato l’Europa League.
Ma invece così non è, perché si sa, con i se e con i ma non si va da nessuna parte. Il Diavolo ha ottenuto la qualificazione per la prossima Champions League, e l’ha conquistata aritmeticamente nello scontro diretto contro i bianconeri. Il resto conta nulla ma sarà importante per il prosieguo del cammino, non dimenticare mai questa tormentosa odissea. Un’annata delicata, dalla quale Pioli e i suoi ragazzi possono trarre beneficio.

L’ODISSEA DI STEFANO PIOLI
Nelle ultime apparizioni, ai microfoni di qualche TV oppure in conferenza stampa, Stefano Pioli è apparso molto stanco e provato da questa Odissea, attraversata nel giro di 6 mesi. Non è stato certamente un periodo facile, allenare il Milan porta grandi responsabilità, in quanto squadra storicamente di prim’ordine del calcio europeo e, sopratutto, italiano. Ovviamente l’allenatore emiliano è stato poi al centro delle polemiche, passando da “Pioli is on fire” a “#PioliOut” con la velocità di uno schiocco di dita, ma si sa che in grandi squadre, con così tanti tifosi sparsi per il mondo, il margine di sopportazione all’errore è veramente basso.
Non si è però mai dato per vinto, neanche dopo il 4-0 contro la Lazio o il 2-5 subito a San Siro contro il Sassuolo, ha sempre provato a tirar fuori tutto il meglio da questa squadra nelle tempestose acque di una Serie A che sempre più sta alzando il suo livello, mentre allo stesso tempo, in Europa, arrivava tranquillamente alla semifinale di Champions League contro l’Inter, persa poi malamente.
Ha avuto il coraggio di cambiare modulo in emergenza, andando contro la sua filosofia, e proponendo una difesa a 3 che sarebbe dovuta essere poi la base da cui ripartire per ritrovare la solidità difensiva che l’anno scorso aveva portato a vincere lo Scudetto. Purtroppo il Diavolo quella solidità quest’anno non l’ha mai ritrovata, ma queste annate fanno crescere, fanno diventare più cinici e fanno capire che sbagliare è umano, e a volte – seppure non sia ben accetto – serve anche per ripartire più forti di prima.
Ma alla fine Stefano Pioli è riuscito, dopo tante peripezie, a raggiungere la sua Itaca (quarto posto) e riabbracciare la sua amata Penelope (Champions League), quando tanti, se non tutti, lo davano per morto.


