Quello di Mike Maignan è stato soltanto il primo passo. In casa Milan, infatti, il 2026 sarà l’anno dei rinnovi e la dirigenza rossonera si è già messa al lavoro per blindare le colonne della squadra. L’obiettivo è chiaro: fare in modo che l’attuale stagione, indipendentemente da come si concluderà, rappresenti solo l’inizio di un nuovo ciclo. Per questo il club intende mettere al sicuro quei giocatori che stanno incidendo in modo determinante nel ritorno del Diavolo ai vertici della Serie A.
Milan, la stagione dei rinnovi è appena iniziata
Tra le priorità c’è Davide Bartesaghi. Per il classe 2005 è già stato impostato un prolungamento fino al 2031, con un ingaggio destinato a triplicare rispetto agli attuali 600 mila euro. Un riconoscimento meritato per un giocatore che, grazie alle prestazioni offerte finora, ha vinto la concorrenza di Estupiñán e si è imposto come titolare sulla fascia sinistra. In via Aldo Rossi non vogliono perdere tempo: l’idea è chiudere rapidamente per evitare inserimenti dall’estero, soprattutto dalla Premier League, dove Arsenal e Liverpool seguono da tempo il terzino cresciuto nel vivaio rossonero. I Reds, in particolare, hanno già mandato uno scout a San Siro.
Ben avviato e ormai in dirittura d’arrivo anche il rinnovo di Fikayo Tomori. Il centrale inglese è stato sondato negli ultimi mesi da Tottenham e Aston Villa, ma le ipotesi di rientro in patria non lo hanno mai realmente convinto. Tomori vuole restare a Milano e continuare a essere un pilastro della difesa rossonera
Tomori, Loftus-Cheek e Pavlovic: il blocco da blindare
Stesso discorso per Ruben Loftus-Cheek, altro elemento ritenuto intoccabile da Massimiliano Allegri durante il mercato invernale. Lazio, Aston Villa e Besiktas hanno provato a farsi avanti, ma senza successo. Il centrocampista inglese ha dato priorità al Milan e i dialoghi per allungare il contratto, attualmente in scadenza nel 2027, sono già partiti.
Infine, attenzione anche a Strahinja Pavlovic. Per il difensore serbo il club sta lavorando a un prolungamento fino al 2031, confermando la volontà di costruire una base solida e duratura. Il messaggio è chiaro: il Milan vuole crescere nel tempo e farlo partendo da chi, oggi, rappresenta il presente e il futuro della squadra.



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