Milan, che stagione ci apprestiamo a vivere? Che orizzonte ha l’Allegri-bis?

All’antivigilia della prima gara stagionale, dando uno sguardo al percorso di quest’estate, valutando coloro che potrebbero esser titolari in questa nuova versione del Milan, viene naturale lanciarsi in qualche pronostico. Con ogni probabilità la rosa verrà puntellata ancora con due colpi, un attaccante e forse un difensore centrale, pertanto è ancora più complicato esprimere un giudizio senza conoscere come si chiuderà questo mercato rivoluzionario.

È però realistico ragionare su una stagione dove la squadra non parte per vincere lo scudetto. Non è maniavantismo, semplicemente è oggettivo che ci siano avversarie più attrezzate per differenti ragioni. È più sano pensare che il Milan debba competere per tornare tra le prime quattro. Non è per sminuire gli acquisti, non è per minimizzare il lavoro fatto dalla dirigenza e non vuole essere una valutazione preliminare polemica. Quando il club ha pensato di ingaggiare Massimiliano Allegri facendogli firmare un triennale l’ha fatto con in testa un percorso e non un instant team.

I rossoneri non sono nella condizione in cui era il Napoli di Antonio Conte la scorsa estate. Non lo sono perché da più finestre di mercato vi sono costanti e continui cambiamenti profondi, non c’è in sostanza nessun tipo di continuità, né tecnica né dirigenziale. Allegri dovrà esser astuto nel canalizzare nel giusto modo le pressioni e le tensioni. Dovrà dare obiettivi fermi ma raggiungibili, al fine di creare un collettivo che torni a credere in quello che fa, capace quanto prima ritrovi certezze e consapevolezze.

L’ambizione non deve diventare illusione. Serve costruirla nel tempo, col lavoro, con fiducia crescente che possa poggiare su solide fondamenta. I fattori non passano naturalmente solo dal campo, ma lì dovranno trovarne il riflesso. Ed ecco che sarà importante il lavoro di Igli Tare ad esempio in chiave rinnovi. Per creare appartenenza serve individuare dei segnali e dei calciatori. Prolungare i contratti di Mike Maignan, Rafael Leao e Christian Pulisic potrebbe innescare un nuovo corso e un nuovo modo di legarsi al club, per non pensare al Milan come trampolino ma come punto di arrivo.

Basilare sarà anche l’approccio dell’ambiente, perché un clima differente e costruttivo va costruito assieme. Il là ad un cambio di rotta dovrà esser capace a darlo la società, il resto sarà consequenziale. È un nuovo inizio e come tale andrà vissuto.

MIlan: Massimiliano Allegri (Photo Credit: Peter Fitzpatrick / Action Plus / Shutterstock / IPA via IPA Agency)
MIlan: Massimiliano Allegri (Photo Credit: Peter Fitzpatrick / Action Plus / Shutterstock / IPA via IPA Agency)

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