Diversi indizi portano a pensare che ci si stia indirizzando verso una nuova potenziale rivoluzione dirigenziale. Gli equilibri, anzi gli squilibri son sempre più evidenti e le fazioni appaiono sempre più polarizzate.
Tutti i limiti e le debolezze che molti avevano già intravisto in estate, stanno trovando conferme in queste settimane dove la società pare si stia muovendo in funzione della nuova stagione, possibilmente con un nuovo allenatore e con un direttore sportivo.
Al di là di chi si prenderà la responsabilità di selezionare questa figura, aspetto ancora non chiarissimo, resta anche da capire come verrà amalgamata all’interno dell’attuale organigramma. Sarà un low profile o un forte accentratore?
Chi in questa fase sta perdendo apparentemente gradi di potere è Ibrahimovic, che da super consigliere sembra quasi tagliato fuori dalle alte strategie. Da super consigliere Red Bird appare meno influente soprattutto a livello politico all’interno del club.
Cosa resterebbe dunque a Zlatan qualora non fosse coinvolto nelle selezione del nuovo DS della prima squadra? Forse solo la gestione del progetto Milan Futuro che ha certamente bisogno di tempo per decollare, e oggi la classifica dice che non ci sono importanti difficoltà.
La vision che aveva condiviso Ibra in merito alla costruzione della seconda squadra under, era di imitare i processi ormai codificati delle academy di Ajax e Barcellona. Molto ambizioso e molto alto come obiettivo. Basterà questo incarico per farlo restare in rossonero? La realtà è che al momento Ibrahimovic sta incassando molte male parole e poco altro. Per il bene suo da neo dirigente e del Milan, servirà una profonda riflessione nei caldi mesi che stanno arrivando.


