Al momento nel Milan tra ricerca dell’allenatore e della nuova dirigenza sembra regnare un grande caos visti i tanti nomi tutti diversi.
Il Milan, nuovi allenatore e dirigenza: cosa si sta cercando?
Se ci si sofferma sulla ricerca di un nuovo mister i nomi fatti (Glasner, Pochettino, Xavi, Thiago Motta e Iraola) sembrano condividere una sola cosa: l’idea di un calcio di grande intensità.
Nella gestione del gioco però ci sono grosse differenze tra chi ha un gioco molto verticale e chi predilige il possesso palla, chi cerca un equilibrio difensivo e chi estremizza il concetto di pressing alto, chi ha un attacco molto schematico e chi preferisce lasciare più liberi i propri giocatori.
Insomma i profili cercati fino ad ora hanno più differenze che punti in comune, una cosa non proprio positiva visto che la scelta dovrebbe arrivare in base all’impronta che si voglia dare alla squadra, non in base a chi è libero sul mercato.
L’opzione Rangnick: scegliere per smettere di scegliere
L’altra opzione, che non riguarda strettamente la panchina ma che sicuramente inciderà molto sulla scelta, è l’arrivo di Ralf Rangnick, con cui ci sono stati vari contatti nelle ultime ore.
Il tedesco infatti ha già imposto delle condizioni per accettare l’eventuale ruolo di capo dell’area tecnica: scegliere l’allenatore e il direttore sportivo, oltre che decidere come gestire il settore giovanile e in generale l’area scouting.
Un solo uomo al comando, cosa che andrebbe un po’ contro le critiche fatte a Paolo Maldini, ma che sicuramente andrebbe ad togliere il problema di avere all’interno troppe teste che vogliono prendere decisioni dando tutto in mano a una persona.
Scegliere ora per non scegliere più: un’idea che visto il caos attuale, ma anche quello delle ultime stagioni, potrebbe rivelarsi vincente se seguita senza le strane interferenze viste in passato.
I possibili dubbi
Anche questa opzione è ovviamente rischiosa, in primis perché dando tutto in mano a un singolo individuo un eventuale fallimento sarebbe su larghissima scala.
Il caso specifico di Rangnick pone anche un altro problema: essendo il commissario tecnico dell’Austria dovrà andare a breve al Mondiale, a cui giustamente dedicherà la massima attenzione, per cui sarebbe totalmente operativo solo tra diverse settimane, ma potendo scegliere in caso il ds e il nuovo mister proporre da subito la sua idea sarebbe più facile.
Nei prossimi giorni comunque si saprà quale strada e soprattutto quale futuro intraprenderà il Milan



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